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Una stanza con vista sui vigneti
è la prima richiesta degli stranieri

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Articolo pubblicato il 09/01/2016 alle ore 07:00.
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Una stanza con vista sui vignetiè la prima richiesta degli stranieri
Unesco, ma i turisti lo sanno? Abbiamo chiesto ad alcuni albergatori e ristoratori se i turisti, stranieri e non, hanno percezione di trovarsi in un territorio a bollino Unesco e quali siano le loro impressioni. Ecco cosa ci hanno raccontato. Relais "La Romana" di Nizza Monferrato: «Il 2015 è stata un'ottima annata, abbiamo avuto molte prenotazioni soprattutto dalla Svizzera e dalla Germania. I nostri clienti ci sono sembrati ben informati, soprattutto gli stranieri, e alcuni di loro erano già a conoscenza del riconoscimento Unesco, con le idee chiare su cosa voler visitare e i prodotti da voler acquistare. Che dal riconoscimento si sia registrato un incremento "plateale" questo non possiamo affermarlo. Siamo comunque soddisfatti. Abbiamo ricevuto la prenotazione anche di coppie italiane, che si trattengono però solo il week-end. Gli stranieri si concedono anche una settimana di soggiorno e la maggior parte chiede di poter avere una stanza con vista sui vigneti. Adorano il nostro paesaggio».

"Affittacamere Centro Storico" di Canelli. Armando Scaglione, titolare, dice: «Qualche numero in più rispetto a prima lo registriamo. Se fino al 2014 lavoravamo solo con chi veniva a Canelli per lavoro, quest'anno abbiamo avuto qualche turista in più che però rimane giusto il tempo delle manifestazioni e poi si sposta altrove. Sicuramente del "bollino" Unesco ne beneficiano gli agriturismi e le strutture in campagna, tra le colline, perché richiamano un tipo di turismo che cerca il relax a contatto con la natura. Nel centro cittadino è difficile attirare i turisti. Vengono giusto a visitare le Cattedrali Sotterranee ma poi scappano altrove. Inutile dire che servirebbe qualche attrattiva in più e un sistema di trasporto pubblico valido e funzionante. Canelli è fortemente penalizzata in termini di logistica. Se i turisti siano informati sul riconoscimento? Dipende. Alcuni sì, altri lo ignorano».

Ristorante "Tra terra e cielo" di Moasca. Dedo Roggero Fossati, gestore, dice: «Qualcuno lo sa, sa che siamo in terra Unesco. Non mi pare però che ci sia un flusso vero e proprio di turismo mirato alle colline patrimonio dell'umanità. Probabilmente serviranno anni perché questo avvenga. Come per i mesi dell'Expo, non abbiamo registrato un incremento significativo delle presenze. Qualche turista in più lo abbiamo contato però nulla di eclatante. Sicuramente noi operatori sentiamo la mancanza di una cabina di regia istituzionalizzata. Ci sono molte iniziative legate all'Unesco ma tutte sporadiche. Servirebbe una continuità in termini di promozione».

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