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Una cura di giovinezza
per le erbe officinali di Lemery

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Articolo pubblicato il 03/02/2016 alle ore 15:30.
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"Dizionario overo trattato universale delle droghe semplici", volume del 1751 conservato alla Biblioteca del Seminario di Asti
"Dizionario overo trattato universale delle droghe semplici". Il titolo completo sarebbe ben più lungo, ma nemmeno così l'opera del francese Nicolas Lemery suscita particolare interesse nel lettore medio. Eppure questo catalogo delle erbe e delle loro proprietà curative è uno tra i libri più consultati alla Biblioteca del Seminario vescovile, dove il libro del 1751 è conservato. Proprio per garantirne l'integrità è stato oggetto di un restauro, finanziato dal Soroptimist Club di Asti. «In Italia lo si può consultare soltanto in tre biblioteche - dice Debora Ferro, direttrice della biblioteca - ed è particolarmente richiesto da chi studia farmacia o botanica, o da chi sta cercando opere di medicina antica. L'intervento ha riguardato la copertina, completamente ricostruita, mentre le pagine sono state lavate per rimuovere impurità e muffe. La lettura non è particolarmente ostica, anche questo è uno dei motivi per cui è tanto richiesto.»

Il lavoro di restauro è stato realizzato da un laboratorio astigiano. A volere fortemente il recupero del volume la presidente del Soroptimist Club di Asti, Daniela Timon: «E' uno dei tanti interventi con cui abbiamo deciso di lasciare un segno tangibile alla nostra comunità. Anche il tema trattato dal libro, le piante officinali, è vicino alla sensibilità femminile, è qualcosa che fa parte delle conoscenze maturate dalle donne.» Da sempre conservato nella Biblioteca del Seminario, la sua provenienza è incerta. «Probabilmente - ipotizza Debora Ferro - data la natura dell'opera è giunto insieme ad altri volumi di proprietà di medici o farmacisti astigiani. Un'altra ipotesi è che sia stato acquistato dalla stessa biblioteca, in fondo qui erano attivi laboratori di chimica e fisica e tuttora sono conservati erbari.»

Scorrendo le pagine del volume di Lemery si rimane colpiti dal dettaglio delle specie riprodotte nelle illustrazioni, realizzate in un epoca in cui Linneo - uno dei padri della classificazione degli organismi viventi - doveva ancora dare alle stampe le sue opere più importanti. Il libro non è nemmeno uno dei più antichi tra quelli conservati nella biblioteca, qui le teche proteggono volumi risalenti addirittura alla metà dell'XI secolo: un immenso valore documentario su pergamena e carta, in tutto circa 40mila opere anteriori al 1830 consultabili da studenti e ricercatori. L'ingresso è libero, orario lunedì-venerdì 9-13, giovedì aperto fino alle 17.

Enrico Panirossi

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