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Un prototipo rende accessibile
ai disabili il gioco delle bocce

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Articolo pubblicato il 30/11/2015 alle ore 07:00.
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Il prototipo presentato
Martedì pomeriggio, presso il centro di formazione "Fondazione Casa di Carità arti e mestieri Onlus" di via Testa, ha avuto luogo la presentazione del "Progetto Carlotta", un prototipo innovativo per il gioco della boccia, che, molto simile a quello delle bocce, è riservato agli atleti disabili. Nata in Spagna e molto diffusa anche in Francia, questa disciplina paralimpica si pratica in Italia soltanto da un anno e mezzo. Il campo di gioco è lungo otto metri ed è largo sei. Con due bocce in pelle colorate di blu e rosso, che non devono saltare, fa punto chi si avvicina di più al pallino.

Gli atleti non hanno l'ausilio né delle mani né dei piedi, ma possono usare solo la testa. E i tecnici impegnati nelle gare devono esclusivamente prendere gli ordini da loro. Il progetto è nato dalla collaborazione tra la Fondazione Casa di Carità arti e mestieri Onlus e il Gruppo Sportivo "Pegaso" di Asti. Riguarda la torinese Carlotta Visconti, 19 anni, tetraplegica e appartenente alla squadra azzurra. Il padre Davide è un tecnico nazionale del gioco della boccia. Nell'occasione è stata presentata la rampa di posizionamento della boccia, alla cui realizzazione ci hanno pensato 35-36 ragazzi che frequentano il secondo anno della scuola di operatore meccanico e di quella per operatore elettrico.

Alcuni di questi ragazzi sono calciatori che militano attualmente nelle formazioni "Juniores" dell'Asti e del Colline Alfieri Don Bosco. Ha aperto la conferenza stampa Silvia Cravero, direttrice della scuola. Sono intervenuti Giuseppe Gerbo, presidente del GSH Pegaso, e Paolo Icardi, massimo esponente regionale della FISPES (Federazione Italiana Sport Sperimentali Paralimpici). Il progetto è stato illustrato da Piero Veglio, insegnante di meccanica, Andrea Merlone, insegnante per quanto riguarda la parte elettrica, e da Domenico Buzzanca, specializzato nel controllore numerico.

Erano inoltre presenti le insegnanti Valeria Sollazzo e Simona Catalano. Un'iniziativa, questa, molto importante, soprattutto in occasione della settimana mondiale della disabilità che si terrà nei primi giorni di dicembre. E la dice lunga circa il termine "diversamente abili", visto che la mente umana va ben oltre i limiti già conosciuti.

Gianni Truffa

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