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Tolleranza, la condanna più raffinata
secondo Pier Paolo Pasolini

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Articolo pubblicato il 26/11/2014 alle ore 10:20.
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Tolleranza, la condanna più raffinatasecondo Pier Paolo Pasolini
"La tolleranza è anzi la forma di condanna più raffinata" ci insegna Pier Paolo Pasolini. È giusto parlare di tolleranza, quindi saper accettare il "diverso", oppure utilizzando questo termine si sottolinea che per molti gli uomini differiscono per identità di genere, etnia o orientamento sessuale? L'articolo 3 della Costituzione italiana afferma che "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali..." Da questo si evince chiaramente che tutti i cittadini debbano avere pari opportunità, ossia la necessità di uguaglianza politica e sociale tra uomo e donna. L'espressione "pari opportunità", dunque, nasce per contrastare la discriminazione della donna rispetto all'uomo in ambito professionale, ma si è poi estesa anche in difesa degli stranieri, dei disabili e degli LGBT.

Oggi i temi legati a questo importante concetto sono gestiti sul piano istituzionale dalla Commissione per le Pari Opportunità, un organo di natura politico-promozionale istituito nel 1996 a favore delle donne e con potere di intervento sull'organizzazione del territorio e sugli Enti Locali. Per promuovere tra i giovani i principi di uguaglianza indiscriminata, Il Forum del Volontariato in collaborazione con l'Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, ha organizzato nel 2014 il F.P.O. Festival "Primo festival dei giovani sulle pari opportunità". Questa iniziativa è stata realizzata con i materiali prodotti dalle scuole di secondo grado del Piemonte e raccolti tramite un concorso, che è partito a settembre 2013. Gli studenti si sono sbizzarriti nella creazione di corti teatrali, spot, video ed elaborati letterari.

L'iniziativa ha avuto successo in diverse città della nostra regione: Torino comprendeva anche gli scritti delle scuole della provincia, ad Asti hanno fatto riferimento anche le scuole delle province di Alessandria e Vercelli; a Cuneo sono state convogliate le scuole della provincia; infine, a Novara sono arrivati gli elaborati anche di Biella e del Verbano Cusio Ossola.
Attraverso questo concorso è stato possibile coinvolgere molti studenti di diverse scuole di Asti, come il Monti, il liceo Classico e l'istituto Castigliano, che hanno voluto trasmettere un messaggio e dimostrare che nei giovani, diversamente da quanto appare, sono radicati valori profondi come l'integrazione, la solidarietà e l'uguaglianza. I ragazzi, inoltre, hanno espresso la loro intenzione di voler eliminare dalle scuole qualunque barriera si possa essere creata o creare in futuro tra italiani e immigrati: nel mondo ci sono già troppe frontiere che dividono i popoli.

Anna Marra

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