Salute e Green
Asti

Testimonianza1 - Prima ti senti sola, poi scopri una forza da leone

Stampa Home
Articolo pubblicato il 14/04/2014 alle ore 17:02.
Testimonianza1 - Prima ti senti sola, poi scopri una forza da leone
Anna è un nome di fantasia ma la sua vita di mamma di un ragazzo autistico è reale da quasi 20 anni. Abita in provincia e se già per le altre mamme di Asti è complicato costruire un progetto educativo e di vita per i propri figli con autismo, per Anna il discorso si complica per mancanza di strutture e di personale formato. Difficoltà accresciuti dalle distanze.

"Vent’anni fa non si conoscevano tutte le cose che oggi sappiamo sull’autismo. Si andava per tentativi, c’erano molte teorie su come intervenire per correggere il comportamento e aiutare i nostri ragazzi nella comunicazione. Quando arriva una diagnosi di autismo il genitore resta spiazzato, si domanda se è colpa sua, dove ha sbagliato anche perché di risposte certe non ce ne sono. Si comincia a leggere libri sull’argomento, vai su internet per capire qualcosa che da solo non sai gestire. All’inizio ti senti solo ma poi capisci che devi farti forza per tuo figlio e scopri un coraggio da leone. Vuoi che tuo figlio abbia la stesa vita, le stesse possibilità ed esperienze dei normodotati, e in questo una grossa mano la da la scuola. Fino alle scuole medie c’è una copertura totale delle ore da parte dell’insegnante di sostegno. Alle superiori è diverso, le ore si riducono e questo crea qualche problema. Ciò nonostante mio figlio riesce a comunicare grazie alla metodologia della “risposta multipla”. Gli si pone una domanda e lui sceglie la risposta tra tre o quattro alternative. Inoltre, utilizza in classe un computer portatile sul quale scrive aiutato da un’educatrice, ossia un’assistente alla comunicazione. Purtroppo però questa figura cambia ogni anno, così come i professori e questo è destabilizzante per un ragazzo autistico. Il sistema dovrebbe tenere conto di questi aspetti al momento delle nomine dei docenti. Ciò nonostante i risultati conseguiti in questi anni sono importanti. Mio figlio comunica tramite la scrittura, anche su Facebook e contiamo che un giorno possa tornare a parlare. Già, perché all’inizio era un chiacchierone. Poi si è chiuso e verso i tre anni non ha più parlato. Era difficile da gestire, sempre iperattivo. Con gli anni, portandolo in centri privati ad Alba e Mondovì (perché qui non c’è nulla) di musicoterapia, arteterapia e logopedia ha ripreso a interagire. Non ho idea se esista una responsabilità dei vaccini nell’insorgenza dell’autismo. Non ho gli strumenti per dirlo ma posso affermare con convinzione che in questo le famiglie vogliono risposte chiare e convincenti, sostenute da prove scientifiche. Ho una grande fiducia nella medicina”.

Cronaca

Attualità

Salute e Green

Economia e lavoro

Eventi e Weekend

Sport