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Testimonianza 2 - A otto anni ha iniziato ad andare al luna park

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Articolo pubblicato il 14/04/2014 alle ore 17:04.
Testimonianza 2 - A otto anni ha iniziato ad andare al luna park
Paola di Asti è mamma di Michele, un bel ragazzo di 13 anni che però non parla. Nel 2004 dopo un lungo peregrinare tra visite specialistiche, esami e consulti con neuropsichiatri arriva la diagnosi: il bambino soffre di autismo. Questa è la sua testimonianza.

“Nostro figlio è stato tanto desiderato. E’ nato un po’ sotto peso (1,9 kg a 37 settimane) ma sano, vivace e tranquillo. Nei primi due mesi una crescita perfetta, tuttavia già dopo la prima vaccinazione, a neanche 3 mesi quando pesa appena 3,5 kg pur non presentando nessuna reazione particolare, inizia a mangiare poco e la sua crescita è lenta. Verso i 12 mesi non indica ma emette suoni (MA, PA, NO), qualche volta fa ciao con la manina. Un ritardo c’è ma gioca a nascondino, ci porta i libri per farseli leggere, ascolta e guarda le immagini, utilizza incastri e camion in modo adeguato, imita azioni, anche se non sempre. Dopo qualche anno vedrò questo stesso ritardo nel mio secondogenito (che inizia a parlare, indicare ed imitare sistematicamente a 2 anni) ma che per fortuna non è diventato autistico. Intanto a 15 mesi Michele riceve il MPR e si manifestano tutte le reazioni vaccinali presentate nella norma, ma il bambino non sta bene. Iniziano risvegli e pianti notturni, chiusura, scomparsa dell’interazione sociale, blocco del linguaggio, aggressività, stereotipie, iperattività. Quando il bambino ha 3 anni arriva la diagnosi ed è una doccia fredda. Il primo anno passa nella paralisi del dolore, nel senso di impotenza ed insoddisfazione verso quello che troviamo sul territorio. Nel 2005, dopo mesi di ricerca spasmodica su internet, iniziamo un protocollo biomedico, il DAN. Subito scompare l’aggressività e migliora l’attenzione ma non otteniamo risultati nel linguaggio. Dal 2007 abbiamo iniziato a seguire il protocollo ABA che ha aiutato molto Michele ad acquisire delle conoscenze in modo strutturato e a farci capire che comprende e conosce molte cose. L’ABA sta aiutando la scuola nell’inserirlo nell’attività didattica e la pagella, molto bella, è stato il frutto del duro lavoro del nostro bambino. Insomma gli interventi e i soldi spesi sono stati molti, a volte inefficaci ed inadeguati, per nostra incapacità di scelta e valutazione. Come genitori facciamo il possibile, anche di più ma il nostro compito è veramente arduo. La soddisfazione più grande è arrivata quando Michele a 8 anni ha cominciato ad andare volentieri al luna park e a scendere dai gonfiabili sicuro e sorridente, sguazzava nel mare con la sua amichetta del cuore, guardandosi e ridendo assieme anche senza parole. I progressi ci sono stati, portati da un progetto educativo costante e mirato che gli ha consentito di aprirsi al mondo esterno. Michele è oggi un ragazzo che sta insieme agli altri: scende in cortile, va al parco, va al bar ed al ristorante. Non parla ancora ma per noi questa possibilità non è ancora preclusa, abbiamo ancora molto lavoro da fare e non ci arrendiamo”.

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