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Tagliati i platani a Castello d’Annone
«Abbattuti anche quelli sani»

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Articolo pubblicato il 22/03/2016 alle ore 07:00.
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Un tratto di strada senza più platani
Le motoseghe della Provincia hanno colpito ancora. A cadere, questa volta, l’alberata di platani in ingresso e in uscita dal concentrico di Castello di Annone. «Dopo un’analisi fitosanitaria affidata a un agronomo, si è proceduto al taglio indiscriminato di tutta l’alberata, sia dei platani risultati malati sia dei platani sani». Il commento amaro di Marco Devecchi, presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Asti, e Angelo Porta, presidente Circolo Legambiente Valtriversa, a seguito di un incontro in Provincia con l’ingegner Biletta, la consigliera Quaglia e il sindaco di Annone Valter Valfrè, che liquida invece la questione definendo l’intervento: «parte di un progetto di messa in sicurezza di via Roma».

L’alberata, presumibilmente piantumata negli anni Trenta, fiancheggiava la strada provinciale nel tratto corrispondente al centro abitato, ma non è ancora chiaro chi fosse il proprietario delle piante. «Abbiamo chiesto di poter visionare la perizia dell’agronomo sullo stato di salute dei platani e di avere chiarimenti sulla proprietà», aggiunge Devecchi. «La perdita per il nostro patrimonio arboreo è indiscutibile, ma sarebbe ancora più grave se si fosse trattato di un bene della Provincia e dunque di tutti gli astigiani. Sono molto dispiaciuto che ci abbiano messi dinnanzi al fatto compiuto, che non ci sia stato alcun dialogo, come invece è avvenuto per l’alberata che affianca la ex  statale tra Dusino e Baldichieri. In quel caso, a seguito di un’analisi sullo stato di salute dei tigli, si sono abbattuti i soli alberi malati e ne sono stati piantumati il doppio in altre aree verdi del paese».

O, ancora, del caso di Montafia, dove i cittadini, dopo aver salvato buona parte dell’albera storica frapponendosi alle motoseghe, sono riusciti a raccogliere i fondi necessari all’acquisto di nuovi alberi, ripiantumarli laddove erano stati abbattuti nell’autunno del 2013 e ottenuto dalla Regione Piemonte la dichiarazione di notevole interesse pubblico per il viale. «Una bellissima notizia arrivata pochi giorni fa - conferma Maria Vittoria Gatti, presidente dell’Associazione I nostri Tigli – e che premia l’impegno di tanti, a partire dal lavoro del dottor Devecchi e dell’architetto Cavagnino, al quale va il merito di aver inserito all’interno della richiesta di dichiarazione di notevole interesse pubblico anche la fontana solforosa, simbolo della frazione, della sua storia e del suo paesaggio».

«Trascorso i tempi tecnici di 90 giorni per eventuali osservazioni – aggiunge - vorremmo organizzare una grande festa, coinvolgendo l’intera comunità, a partire dai ragazzi delle scuole. L’episodio di Castello di Annone ci dice infatti quanta strada ci sia ancora da fare perché si inizi a guardare al paesaggio come a un tesoro da valorizzare e non come a un impiccio».

Marzia Barosso

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