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Storia di Miragha, da richiedente
asilo a campione di scacchi

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Articolo pubblicato il 01/11/2015 alle ore 07:00.
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Miragha Aghayev
Miragha Aghayev, il campione di scacchi dell'Azerbaijan ma canellese d'adozione, ha imposto la sua classe nel torneo "semilampo" che si è svolto alle Distillerie Berta di Mombaruzzo. Il ventiduenne scacchista, che ha studiato alla "corte" del mitico Kasparov a Baku, ha trionfato nella specialità nella quale ogni giocatore ha solo 15 minuti per ultimare la partita. Favorito della vigilia, ha sconfitto gli avversari piazzandosi, con 8 punti, davanti all'alessandrino Paolo Quirico, 7 punti e mezzo, e al maestro genovese Vincenzo Manfredi, 7 punti totalizzati.
In procinto di diventare Maestro Internazionale, Miragha Aghayev ha alle spalle un nutrito palmares di vittorie nazionali e internazionali. La storia di Miragha è di quelle che hanno come matrice la speranza.

L'odissea della famiglia Aghayev ha inizio nel 2001 a Baku, capitale dall'Azerbajgian, paese disegnato sulle montagne del Caucaso nel profondo est europeo ad un passo dalla Cecenia. Papà Mirzagha è un "dissidente politico", attivista e dirigente del maggior partito d'opposizione al potere. Fuggire dall'Azerbajgian non è un'utopia, bensì una necessità. Il tour per l'Europa lo porta prima a Milano, dove chiede asilo politico. Ma le pratiche per ottenere lo status di esule è lungo ed irto di ostacoli burocratici. Mirzagha Aghayev, che in patria era direttore di una scuola musicale, viene inserito nel progetto del Ministero degli Interni per l'accoglienza dei richiedenti asilo politico. Da Roma, è il 2004, lo affidano alla struttura "Crescereinsieme" di Acqui Terme.

Si stabilisce a Canelli, nella casa per esuli di proprietà della parrocchia di San Leonardo. Né padre né madre, per legge, possono lavorare, vivono del sussidio statale (poco più di 400 euro al mese), i bambini frequentano le scuole cittadine. Ma il giovane Miragha porta in sé un dono raro, prezioso; è un genio degli scacchi. Il gioco, se così si può chiamare, lo incontra nel paese natale, ed è amore a prima vista. A soli sei anni è campione dell'Azerbajgian nella categoria ragazzi al di sotto dei 10 anni, in quello che lì, tra i monti caucasici, è lo sport nazionale.

g.v.

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