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Storia della “Waya” per l’ultimo
incontro di Passepartout en hiver

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Articolo pubblicato il 20/03/2016 alle ore 07:00.
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L'uscita degli operai dalla Way Assauto (foto Museo del Paesaggio storico astigiano)
Chiude domenica, alle 17 nell’Auditorium della Casa del Teatro (via Goltieri 3), l’edizione 2016 di “Passepartout en hiver”. Il decimo e ultimo appuntamento della rassegna, iniziata a gennaio e organizzata da Biblioteca Astense Giorgio Faletti e Cna Asti, si intitola “I Griffa: storia di una famiglia e di un’azienda nella Asti del ‘900” e ospita per l’occasione l’imprenditore Alberto Grosso e il ricercatore Walter Gonella. Si parlerà quindi della Way Assauto, la “Waya”, per dirla con gli astigiani, celebre fabbrica di bulloni e poi di ammortizzatori nata da un’intuizione di Antonio Griffa nel 1911 e divenuta di fatto, dalla fine degli anni ‘50 grazie al figlio Giorgio con l’aiuto dei fratelli Paolo e Aldo, il motore industriale di Asti e del suo territorio con i suoi 2 mila e 500 dipendenti e molte piccole industrie satelliti. Grosso, che di Antonio Griffa è nipote, ricostruirà domenica questa avventura industriale attraverso le memorie di famiglia, mentre Gonella, che nel 2007 ha pubblicato con l’Israt il volume “Qui era la fabbrica più bella che c’era... La Way Assauto tra storia e memoria”, ripercorrerà il significato e il ruolo storico, sociale e politico che la “Waya” ha assunto nel tempo. Durante l’incontro esporrà alcune sue opere la pittrice Marisa Garramone, titolare di uno spazio espositivo temporaneo in via Astesano 9.

l.g.

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