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Stop ai pagamenti in contante
per le visite intramoenia

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Articolo pubblicato il 25/06/2014 alle ore 07:00.
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Il nuovo sportello Cupalpi al piano -1 dell’ospedale di Asti
E’ un “affare” che ogni anno, mediamente, sfiora i 4 milioni di euro di fatturato e riguarda soprattutto le specialità di ostetricia, chirurgia, radiologia, urologia, neurologia e cardiologia con circa 31.500 visite solo nel 2013. Parliamo dell’attività “intramoenia” dei medici dipendenti dell’Asl i quali, in orari extralavorativi, hanno ottenuto l’autorizzazione a fare visite private nei locali della sanità pubblica usandone anche materiale di consumo e attrezzature. In cambio versano all’Asl una parte della parcella corrisposta che varia a seconda del tipo di visita prestata e dell’utilizzo di attrezzature e macchinari pubblici.

Per quanto riguarda Asti, ad oggi sono 148 i medici che hanno chiesto ed ottenuto di prestare attività privata nella struttura pubblica o in studi privati autorizzati. I medici che, rispetto alla libera professione “pura” scelgono l’intramoenia sottoponendosi al controllo dell’Asl, ottengono dei vantaggi economici sull’inquadramento professionale pubblico. Da qualche settimana, in seguito alle indicazioni del cosiddetto Decreto Balduzzi, l’Asl di Asti ha varato un nuovo regolamento che sovrintende all’intramoenia e prevede una serie di novità importanti per i medici e per la struttura.

«Intanto un sistema di prenotazioni centralizzato e uguale per tutti  - spiega il dottor Massimo Uberti, direttore sanitario dell’Asl di Asti - Mentre prima esisteva già uno sportello per le prenotazioni delle visite private intramoenia ma era aperto solo 2 ore al giorno e riguardava solo le prenotazioni di qualche medico e non tutti, ora è presente al piano -1, di fronte alla Gastroenterologia, lo sportello Cupalpi aperto dal lunedì al venerdì dalle 14,30 alle 20 e il sabato dalle 8,30 alle 11,30». Uno sportello che dà lavoro a tre operatori pagati con i proventi della libera professione dei medici e che possono fissare appuntamenti anche telefonici ai numeri del centralino 0141/486030 e 0141/486031.

L’altra novità importante riguarda la tracciabilità dei pagamenti. Fino all’entrata in vigore del nuovo regolamento era possibile pagare sia in forma “telematica” che in forma contante direttamente al professionista. Ora, invece, è vietato qualsiasi pagamento in contanti al personale Asl e le parcelle devono essere saldate esclusivamente con versamenti alle agenzie e filiali dell aCassa di Rispamio di Asti, presso i Pungi Gialli nell’ospedale, tramite bancomat o carta di credito negli studi privati e poliambulatorii, con bonifico bancario o con assegno bancario non trasferibile intestato all’Asl di Asti.

Un chiaro argine a qualunque spazio di discrezionalità nei pagamenti e un modo sicuro per contabilizzare tutta l’attività intramoenia pur lasciando ad ogni medico la definizione della parcella. Importante che l’Asl abbia sotto controllo ogni pagamento perchè, e questa è l’ultima importante novità, con il nuovo regolamento, oltre alla quota che ogni medico deve versare per coprire i “costi puri” del servizio fornito dalla struttura pubblica (locali, utenze, materiale di consumo, personale), dovrà versare una quota fissa del 5% su ogni fattura rilasciata che verrà utilizzata dall’Asl per erogare servizi in più e ridurre le liste di attesa delle visite in regime di sistema sanitario nazionale pubblico.

Daniela Peira

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