Palio
Asti

S.Secondo, Bertolino: «Vincere era
possibile, avevamo grande accoppiata»

Stampa Home
Articolo pubblicato il 11/10/2014 alle ore 07:00.
ssecondo-bertolino-vincere-erabrpossibile-avevamo-grande-accoppiata-56e68d023b2c22.jpg
Maurizio Bertolino
Maurizio Bertolino è tornato nell'annata paliesca 2013-2014 ad occupare la massima carica all'interno del Comitato del Rione San Secondo. Al suo attivo da Rettore vanta la vittoria nel Palio del Giubileo del 2000. La corsa andata in scena lo scorso 21 settembre non ha portato nella bacheca del "Santo" l'atteso Drappo, in quanto un episodio accaduto appena dopo la partenza della finale ha "stroncato" sul nascere le speranze biancorosse.

A Bertolino chiediamo di fare una disamina ad ampio raggio dell'annata paliesca del suo Rione, tenendo conto ovviamente anche dell'esito della gara.
«Nel corso dell'anno - esordisce il Rettore - abbiamo lavorato nel migliore dei modi, senza lasciare nulla al caso e cercando di curare ogni aspetto nei minimi particolari. Ci siamo presentati in piazza con un'accoppiata altamente competitiva ed eravamo certamente tra i tre-quattro papabili al successo. Dino Pes, il fantino, è stato eccellente e sono molto contento per lui. Il purosangue (L'Inglese, n.d.r.) in batteria non ha tradito le aspettative, mostrando tutte le sue potenzialità. Era al top della forma. Sono particolarmente contento per i proprietari del cavallo».

In finale l'errore di Chiavassa, fantino di Baldichieri, vi ha condizionati in negativo, impedendovi in pratica di gareggiare.
«Si, è così. Impossibile negare l'evidenza. L'accaduto mi ha dato molto fastidio e nell'immediato ho esternato la mia opinione in maniera netta. Io non so se Chiavassa verrà punito o meno dal Capitano: so però che l'anno passato è stata affibbiata una pesante sanzione a Bartoletti per un episodio nel quale la componente fatalità aveva avuto un peso notevole. Nella corsa del 2014 direi che di fatalità non si può proprio parlare. Credo che Chiavassa, ad oggi, non sia all'altezza di disputare il Palio. Una cosa sono le corse allo stadio, dove si galoppa in un ovale e certe lacune tecniche si notano meno, ben altra è competere su una pista difficile quale quella di piazza Alfieri».

Però era nell'elenco dei fantini di riserva, ritenuti idonei a correre.
«Certo, verissimo. Non scordiamoci però che nello stesso elenco vi erano pure altre monte con un'esperienza assai maggiore rispetto a quella di Chiavassa e che magari in un frangente complicato si sarebbero comportati in modo diverso. Calvaccio è il primo nome che mi viene in mente... Prima di mettere su Chiavassa per la finale certe valutazioni andavano fatte».

Hai toccato un tasto per te dolente, quello dei fantini di riserva. «Ribadisco la mia idea in proposito: se durante la batteria si infortuna il cavallo, il Borgo o Rione toccato dalla sfortuna non può correre la finale. Lo stesso dovrebbe accadere per i fantini: se una monta si fa male nessuna sostituzione. Anche perchè reputo quasi impossibile per un fantino di riserva riuscire ad ottenere il massimo da un cavallo sconosciuto e mai montato in precedenza. Anzi, per quanto esperto possa essere, potrebbe trovarsi ad affrontare problemi inaspettati».

Senza l'incidente alla prima curva ritieni che il tuo cavallo avrebbe potuto vincere il Palio? La sua partenza non era stata granché brillante... «Sapevamo delle problematiche che aveva al canapo, ma quando è accaduto il "fattaccio" Santa Caterina e Nizza non erano poi così lontano. Sapendo del gran motore a disposizione dell'Inglese una rimonta a mio modo di vedere non sarebbe stata impossibile. Ovviamente stiamo ragionando per ipotesi, manca la controprova».

Cambiamo argomento: farai il presidente del Collegio dei Rettori?
«Se mi verrà chiesto la mia risposta sarà no. Un no secco».
Potresti motivare questo tuo rifiuto?
«Certo. Intanto non condivido l'impostazione attuale del Collegio. Inoltre reputo che i Rettori dovrebbero tornare ad occuparsi esclusivamente di argomenti e problematiche inerenti alla loro carica e non a spaziare in settori non di loro competenza. Detta papale papale: il Rettore deve tornare a fare il Rettore. Stop. In seno al mio Comitato ho già più volte espresso opinione favorevole riguardo alla doppia veste della carica: Rettore interno e Rettore esterno. Un passaggio ulteriore certamente non facile ma che ritengo indispensabile».

Ultima domanda: si è parlato tanto di sicurezza...
«Già, e poi è accaduto (non è la prima volta) l'episodio dello steccato che si è aperto verso la pista. Quello che adottavamo in precedenza andava benissimo, ma abbiamo dovuto adeguarci alle normative della famosa ordinanza Martini. Riguardo invece all'operato del mossiere Bircolotti credo che sia stato eccellente».

Massimo Elia

Cronaca

Attualità

Salute e Green

Economia e lavoro

Eventi e Weekend

Sport