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Spese alte, banchi vuoti:
il Mercato Coperto è a rischio

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Articolo pubblicato il 24/02/2016 alle ore 07:00.
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I portavoce del consorzio Nicola Rabbione, presidente, con Monica Monticone, suo vice
Il Consorzio degli operatori del Mercato Coperto lancia l'S.O.S al Comune: o si rivede la convenzione, e i relativi costi, sull'occupazione degli stalli, compresa la forma di pagamento, o la situazione diventerà seriamente critica, con il rischio che gli affitti non potranno più essere onorati (già adesso ci sono morosità nei pagamenti per oltre 70.000 euro) e che il Consorzio stesso si sciolga, mettendo in forse la gestione dell'intero immobile. A spiegare cosa sta succedendo sono il presidente del Consorzio, Nicola Rabbione, e il suo vice, Monica Monticone, entrambi operatori del mercato.

«In questo momento ci sono cinque banchi sfitti dei ventiquattro disponibili, quindi solo diciannove in attività - spiegano i due portavoce - Il problema è che i costi d'affitto di questi posteggi sono rimasti inalterati, non vengono cioè scorporati in quota parte dal totale di ciò che dobbiamo versare al Comune. Quindi dobbiamo pagare anche per chi non c'è, ovvero 6.524,83 euro a trimestre, sebbene non sia colpa nostra la mancata assegnazione degli stalli. Poi abbiamo da pagare le spese di gestione dell'immobile, luce, acqua, riscaldamento, portierato, pulizie, tutti costi che vengono divisi tra i consorziati e, in aggiunta, le rate del muto che abbiamo acceso per la ristrutturazione del Mercato Coperto, circa 700.000 euro. Anche in questo caso tocca pagare per gli stalli vuoti, con un aggravio dei costi e delle spese che non sono più sostenibili». Il problema nasce dalla mancata riassegnazione, da parte del Comune, dei cinque posteggi vuoti la cui occupazione porterebbe un po' di ossigeno sul bilancio complessivo dell'immobile. Per assegnare i posteggi occorre un bando che segua le linee guida regionali ed europee, ma lo stesso, atteso da lungo tempo, non arriverà prima dell'autunno. I vertici del Consorzio si sono rivolti ad un legale, già a luglio del 2015, per cercare di trovare una mediazione. Tutto inutile, per ora.

Pagamenti diretti alla Tesoreria
«Abbiamo presentato al Comune una proposta ragionevole, - continua il presidente Rabbione - più precisamente, chiesto di formalizzare il pagamento dei canoni d'affitto in forma diretta tra ogni operatore e la Tesoreria del Comune, disponendo una fidejussione personale per ogni singolo posteggio a garanzia dei pagamenti». Una modalità, però, non prevista dall'attuale convenzione siglata prima dei lavori di ristrutturazione, avvenuti nel 2011. «Se gli operatori potessero pagare l'affitto direttamente al Comune, e non tramite Consorzio, avrebbero una riduzione del canone del 22%, la quota di Iva che non sarebbe più dovuta - precisa Rabbione - Invece, il Consorzio, quando suddivide l'importo del canone complessivo tra i consorziati, è obbligato a maggiorare la cifra applicando l'imposta». Va da sé che gli operatori, in questo modo, non pagherebbero più in solido per i banchi sfitti, ma solo per l'effettivo utilizzo del proprio posteggio, mentre resterebbero in capo al Consorzio le spese di gestione ordinaria da suddividere tra i commercianti. Ad oggi ci sono pagamenti arretrati sugli affitti per circa 70.000 euro, ma a breve il Consorzio salderà il canone del 2015, «scorporando - precisa Rabbione - gli stalli vuoti».

Chiudere il Consorzio?
«Gli operatori non riescono più a pagare e, se la situazione non cambia, potremmo anche chiudere il Consorzio - annuncia il presidente - Ognuno di noi ha una licenza di ambulante a posto fisso, quindi il Comune dovrebbe concederci un posto dove stare, ma nessuno vuole arrivare a tanto perché il Mercato Coperto è la nostra vita, il nostro lavoro, e perché crediamo in un progetto di rilancio complessivo già iniziato ospitando manifestazioni come le Sagre al Coperto, la Notte Rosa e il Bagna Cauda Day. Adesso salderemo quanto dovuto per il 2015, ma è necessario che l'amministrazione ci sostenga e valorizzi il suo immobile, parte della storia di questa città». Gli operatori hanno voglia di fare e sono convinti che la struttura abbia tutte le carte in regola per essere molto competitiva anche come location di eventi, vetrina del turismo, polo culturale del territorio e veicolo di promozione del km/0. Tra le ipotesi al vaglio del Consorzio, anche l'attivazione di un crowdfunding, una raccolta fondi pubblica che servirebbe a finanziare attività e progetti da sviluppare nel Mercato Coperto.

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