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«Solo contestazioni amministrative»,
ribatte C.D.Z. Vini dopo il sequestro

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Articolo pubblicato il 07/11/2015 alle ore 16:04.
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«Solo contestazioni amministrative»,ribatte C.D.Z. Vini dopo il sequestro
Maxi-sequestro di vino alla C.D.Z. Vini di Calamandrana. L'indagine della Guardia di finanza di Nizza Monferrato, insieme ai funzionari del Dipartimento dell'Icqrf Nord Ovest (Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari), ha rinvenuto e sequestrato oltre 150 mila litri di moscato e pinot, classificati come “non genuini”. Tra le irregolarità ci sarebbe, pare, l'utilizzo di prodotto vinicolo proveniente dalla Moldavia o da altre località ignote, per tagliare illecitamente vini doc o docg. L'operazione, partita a metà ottobre, ha richiesto il vaglio di un gran numero di documenti contabili.

La C.D.Z. Vini, i cui proprietari sono di origini venete ed estranei al panorama vitivinicolo astigiano, possiede tenute, oltre che a Calamandrana, nel nord-est, in Toscana e in altre regioni. A frenare sulle speculazioni è il legale dell'azienda, l'avvocato Luisella Pesce: «Parlare di sofisticazioni vinicole mi pare privo di fondamento, l'indagine è ancora aperta e il verbale di contestazione amministrativa non è stato chiuso. Per via dell'indeterminatezza delle accuse, invito tutti alla cautela per non diffondere notizie inesatte. Al momento non ci risultano avvisi di garanzia della magistratura ma solo contestazioni amministrative».

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