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Moncalvo e nord

Sindaci critici su ex cava di Codana

L'idea è di stabilizzare i chilometri di cunicoli con rifiuti amalgamati a cemento

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Articolo pubblicato il 02/04/2016 alle ore 07:00.
Sindaci critici su ex cava di Codana 3
Sindaci critici su ex cava di Codana 3

Sul progetto che riguarda il riempimento di una parte della ex cava di gesso di Codana a Montiglio Monferrato, dopo la riunione pubblica che si è tenuta lunedì scorso, alcuni sindaci dei Comuni confinanti o gravitanti sulla zona del nord astigiano, hanno inviato una nota ai giornali per chiarire la loro preoccupazione. Gli stessi sindaci che nelle settimane antecedenti avevano avuto un approfondimento per chiarimenti con il dirigente di Arpa di Asti e Alessandria, dottor Alberto Maffiotti. Il documento è fimato dai primi cittadini di Buttigliera, Cortandone, Cocconato, Chiusano, Castellero, Cantarana, Montechiaro, Moransengo, Maretto, Monale, Montafia, Passerano, Piovà Massaia, Settime, Soglio, Tonco, Roatto, Robella e Villa San Secondo.

«Siamo molto preoccupati – ha spiegato Antonello Murgia, Sindaco di Piovà – perché quando si tratta di rifiuti non c’è mai da sottovalutare nulla. Al momento non c’è stata molta chiarezza da parte di nessuno, tanto meno da chi vorrebbe portare avanti questo progetto e pertanto chiediamo nei mesi prossimi un aggiornamento costante e un coordinamento di tutti i sindaci del territorio. Nessun esperimento del genere è stato ancora fatto in Italia, siamo proprio sicuri di essere noi a dover fare questo test? La situazione della cava è già precaria e negli anni il problema è stato sollevato più volte, sarebbe opportuno almeno non peggiorare la situazione. Il Sindaco di Montiglio prevede di monitorare l’operazione con l’ausilio di telecamere. Faccio fatica a credere che ne esistano in grado di analizzare il contenuto dei materiali che gli automezzi trasporteranno all’interno della cava».

Una delle motivazioni che spingerebbe a muovere tonnellate di rifiuti dalla Lombardia fino a qui, sarebbe quello di evitare crolli delle gallerie nella cava. Lo stesso sindaco di Montiglio ha spiegato che la Regione Piemonte negli anni ha sollevato il problema della staticità delle gallerie, ma ha anche detto che questa pare essere un’ipotesi remota. Si tratterebbe pertanto di rifiuti industriali che, amalgamati con del cemento, andrebbero a riempire i chilometri di cunicoli presenti. «Una sorta di consolidamento, non di “bonifica”come qualcuno afferma» si legge nella nota dei sindaci. I sindaci sono preoccupati che lo riempimento delle gallerie con inerti potrebbe anche nuocere agli sforzi degli ultimi anni per costruire un’immagine di attrazione turistica di tutta la zona del nord astigiano. Piera Sesia, vicesindaco di Moransengo ha sottolineato come questo territorio abbia già pagato prezzi fin troppo alti in termini di inquinamento ambientale, basti pensare alla centrale di Trino Vercellese, al problema eternit di Casale Monferrato e di Cavagnolo o alla medesima cava di Codana negli anni Ottanta.

«Se perdiamo l’ambiente non ci resta più nulla - ha detto - Noi amministratori lavoriamo ogni giorno per migliorare la ricettività turistica dei nostri comuni, puntando tutto sulla natura, pertanto questa soluzione va verificata molto bene e, a questo proposito è necessario creare un comitato di cittadini e di amministratori di tutta la zona, non soltanto di Montiglio Monferrato. Un progetto del genere in forma sperimentale mi preoccupa sotto diversi aspetti. Prendiamo l’esempio della viabilità: le nostre strade versano in uno stato già carente di manutenzione per mancanza di risorse comunali e provinciali e tali carenze sarebbero sicuramente aggravate dal continuo transito di mezzi pesanti». Anche Il Sindaco di Cocconato d’Asti, l’architetto Monica Marello, manifesta preoccupazione. «Il nostro Comune - dichiara - è bandiera arancione del Touring Club Italiano, un fiore all’occhiello di questo territorio per ricettività turistica e punta tutto proprio sul turismo ecosostenibile, sull’ambiente, sull’enogastronomia con riflesso anche sui comuni limitrofi. Posso comprendere la situazione di difficoltà da parte del Sindaco di Montiglio relativa alle eventuali problematiche statiche del sito, ma auspico che venga fatta maggior chiarezza sul materiale che verrà impiegato, quali scarti di lavorazione o rifiuti e che venga fatta un’approfondita valutazione sull’idea progettuale presentata, anche attraverso le mie conoscenze in materia».

«Anche se non siamo confinanti – è intervenuto il sindaco di Buttigliera – siamo molto preoccupati dopo questo incontro. Le nostre perplessità e i nostri dubbi non sono stati chiariti, anzi ne sono giunti di nuovi e questa è una tematica sulla quale non si può essere vaghi». La nota dei venti sindaci riporta anche le frasi riferite dal dirigente Arpa Maffiotti: «Al momento non esiste un progetto ma solo un’idea. Il nostro compito è quello di affiancare il comune di Montiglio nelle scelte, attraverso una corretta valutazione ambientale. Naturalmente senza un progetto serio e un percorso amministrativo certo, oltre che una sostenibilità economica da parte delle società proponenti, non sarà autorizzato nulla. E al momento nessun progetto è stato presentato all’Arpa».

Gli amministratori firmatari della nota si sono detti pronti a costituire un comitato e a chiedere tutta la chiarezza necessaria. E potrebbe aprirsi anche un fronte interno di opposizione all’idea presentata dal sindaco Dimitri. Il capogruppo di minoranza di Montiglio, Salvino Razzano, ha infatti dichiarato: «In questi anni l’amministrazione comunale di Montiglio Monferrato, non si è mai occupata delle cave di Codana, a chi come noi , sollevava attenzione, dubbi e perplessità, veniva risposto che non vi erano problemi e che già solo sollevare sospetti era fare un cattivo servizio, al nostro territorio. Ora negli ultimi mesi, in corrispondenza della proposta di riempimento dei vuoti di cava con materiali ottenuti da un processo di recupero di rifiuti industriali, il Sindaco ha incominciato a sollevare dubbi sulla staticità delle volte, sentiamo parlare di acque che se non correttamente governate determinerebbero corrosione ed altri probabili situazioni di pericolo. Appare quindi chiaro che di fronte a questa proposta di riempimento, invece di valutarla attentamente e con tutti i dubbi e le riserve del caso, è partita una campagna di comunicazione che faccia pensare che sono arrivati quelli che si prendono il problema e ce lo risolvono senza oneri per noi».

Da parte sua, il sindaco di Montiglio Dimitri Tasso ha risposto così: «Come anticipato telefonicamente al consigliere provinciale Flavio Pesce, delegato all’Ambiente, l’Amministrazione Comunale di Montiglio Monferrato richiede formalmente alla Provincia di Asti di indire un incontro (previa intesa sulla data) con tutti i Comuni della provincia al fine di chiarire la situazione della Cava di Codana e concordare una linea comune di modalità di attenzione sul problema. Riteniamo che tenuto conto che il sito è di proprietà privata, che il Comune di Montiglio Monferrato non puó e non deve essere confuso con chi ha intenzione di operare presso tale sito, che l’amministrazione ha la necessità di acquisire il massimo supporto dagli Enti territoriali di pari grado e superiori, si confida di ottenere da tutti gli attori coinvolti un approccio di tipo istituzionale e non giornalistico. Sarà quindi essenziale e fondamentale l’operato della Provincia di Asti, alla quale, nonostante le ben note difficoltà, chiediamo la massima attenzione sul problema». 

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