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Si studia l'idea di un Ecomuseo “diffuso”

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Articolo pubblicato il 04/11/2017 alle ore 09:01.
Si studia l'idea di un Ecomuseo “diffuso” 3
Si studia l'idea di un Ecomuseo “diffuso”

Lavori in corso per la creazione del primo Ecomuseo del Sud della Provincia di Asti. Domenica scorsa nelle Cantine Chiarlo di Calamandrana si è infatti tenuto un incontro per avviare la progettazione dell'idea che dovrebbe coinvolgere i territori del Basso Monferrato. A dirigere il gruppo di lavoro composto dai sindaci di Castelnuovo Calcea, Mongardino, Moasca e Vinchio, dalle associazioni Memoria Viva di Canelli e Erca di Nizza, dall'architetto Elvio Rostagno, consigliere regionale del Piemonte c'era l'architetto Stefania Toso di Asti. Presenti anche i padroni di casa Michele Chiarlo e Laura Botto oltre al prof. Lazzarini.

Assente giustificato, il sindaco Simone Nosenzo di Nizza che si è detto favorevole al progetto. Ma che cos'è un ecomuseo? In sostanza, il termine ecomuseo indica un territorio caratterizzato da ambienti di vita tradizionali, patrimonio naturalistico e storico-artistico particolarmente rilevanti e degni di tutela, restauro e valorizzazione. Un ecomuseo, diversamente da un normale museo, non è uno spazio materiale definito ma si propone come un'opportunità di scoprire e promuovere una zona di particolare interesse per mezzo di percorsi predisposti, di attività didattiche e di ricerca. Una sorta, quindi, di museo “diffuso” appartenente alla comunità, che è essa stessa l'ecomuseo.

«Non stiamo parlando di una struttura materiale ma di una rete tra enti, musei, associazioni ed eventi organizzati su uno stesso territorio» ha spiegato Massimo Branda di Memoria Viva. Gli fa eco Laura Botto, la quale ha aggiunto: «Si è condivisa l’affermazione che l’Ecomuseo continuerà nel tempo nella misura in cui è sostenuto da quanti vivono in questi luoghi e desiderano promuoverlo in termini di vino, vigne e tradizioni». A questo scopo, è emersa la necessità di costituire un’associazione ”pro ecomuseo” e si è individuata in Barbara Baino, sindaco di Mongardino, la referente che, pro tempore, coordinerà le attività preparatorie da mettere in atto, come una mappa delle risorse di Comuni o associazioni.

Al centro del progetto sono stati creati i temi legati al vivere rurale e al paesaggio collinare, tra memorie e prospettive future, con attenzione particolare al coinvolgimento diretto delle nuove generazioni e delle scuole. Obiettivi che questo comitato intende raggiungere collaborando con il “GAL Terre Astigiane”.

Lucia Pignari

Tags: Valle Bello,ecomuseo

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