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Sergio Unia: «Nel dipingere i due Drappi del Palio ho seguito l'istinto»

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Articolo pubblicato il 24/03/2015 alle ore 15:30.
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Il Maestro Sergio Unia al lavoro nel suo studio
Svelato il mistero legato ai due Palii 2015, andiamo a scoprire chi è l'autore dei Drappi che andranno uno in premio al Rione Borgo o Comune vincitore della corsa e l'altro in dono alla Collegiata di San Secondo. L'artista che ha dipinto i Palii è Sergio Unia, nato a Roccaforte di Mondovì ma trasferitosi a Torino in giovane età. Negli ambienti artistici del capoluogo piemontese avviene la sua formazione. Nel 1970 segue i liberi corsi di nudo all'Accademia Albertina. L'anno successivo realizza la sua prima personale e da questo momento il suo lavoro privilegia in gran parte la scultura che diviene il centro dei suoi interessi. Nel corso della sua carriera artistica Unia realizza più di 130 mostre personali in Italia e all'estero.

Le sue opere, estrapoliamo queste notizie dal sito dell'artista... "sono presenti in collezioni pubbliche della Regione Valle d'Aosta, della Regione Piemonte, della Provincia di Cuneo, della Provincia di Alessandria, a Palazzo Levi, sede municipale del Comune di Acqui Terme, nella Chiesa di San Giovanni Bosco ad Asti e in quella di Santa Maria di Belveglio (Asti), nella piazza di Dolceacqua (Imperia), al Casinò di Saint Vincent (Aosta), al Museo Diocesano di Susa, nelle pinacoteche di Pinerolo (Torino), di Gaeta (Latina), di Guarene d'Alba (Cuneo) e di Rubiana (Torino), nel palazzo comunale di Ulzio (Torino), alla Cassa di Risparmio di Asti, alla Fondazione C.R.C. (Cuneo), presso l'Associazione Orafi di Valenza (Alessandria), nel museo della ceramica di Mondovì (Cuneo), nel Museo di scultura di Santa Maria di Leuca (Lecce) e nel Museo degli Orsanti a Compiano (Parma)." Altre sue opere sono state consegnate a personaggi del mondo dello sport, della politica e dello spettacolo.

Nel 2006 la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma organizza una sua mostra personale dal titolo "Il giardino delle donne di bronzo" al Museo Manzù di Ardea (Roma). L'anno successivo, 2007, realizza per la città di Alba un monumento dedicato ad Augusto Manzo, grande campione di pallapugno, sistemato al centro di piazza Grassi nel cuore della città langarola. Il 2011 è per Unia un'annata importante, poichè la fondazione Villacero di Monterrey, in Messico, acquista una sua scultura in bronzo. Nello stesso anno viene invitato da Vittorio Sgarbi alla Biennale di Venezia. E' del 2013 invece un prestigioso riconoscimento: il 19 marzo, in una cerimonia presieduta dal Cardinale Ravasi al Pantheon di Roma, viene nominato per conto del Sommo Pontefice "accademico ad honorem" della Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi, sezione scultura.

DISPONIBILITA' E SIMPATIA
Abbiamo raggiunto telefonicamente Sergio Unia (che vive a Venaria ma ha il proprio studio a Torino) per rivolgergli alcune domande ed è stata gradita sorpresa dialogare con un personaggio disponibile e simpatico. Spesso nella conversazione è capitato di usare il dialetto.
Signor Unia, sabato i suoi Palii sono stati svelati in maniera alquanto rocambolesca e tutti hanno potuto ammirarli con largo anticipo...
«Ma davvero? Ma è sicuro? Lei li ha visti? Le piacciono? Pensi che mi era stato detto che sarebbero stati resi pubblici più avanti, di non parlare con nessuno dei contenuti dei Drappi. Proprio negli ultimi giorni, poco prima che venissero a ritirarli, ho ancora apportato alcune modifiche....»
A che cosa si è ispirato per realizzare le due opere?
«Ho analizzato filmati, visionato fotografie... ma non c'era nulla che stimolasse la mia creatività e allora mi sono lasciato andare, ho seguito l'istinto. Fermo restando però che nella realizzazione ho dovuto attenermi ad indicazioni precise, mi è stato spiegato che vi erano vincoli precisi da rispettare...»
Lo spunto qual è stato?
«La figura della donna, prioritaria in ogni mia opera, elemento portante in particolare della mia scultura. In tutte e due i Palii, nella parte bassa e in primo piano, appaiono figure femminili. In uno durante la sfilata, un aspetto questo della manifestazione che mi ha sempre attratto tantissimo, e nell'altro sorreggendo simbolicamente case, torri e mura della vostra meravigliosa Asti. A custodirle il Cavaliere con il vessillo (testuale) che porta i colori della città.»
La corsa? Lei ha mai visto il Palio...
«Mai dal vivo, ma quest'anno finalmente godrò di questa soddisfazione. Nel Drappo su cui compaiono i cavalli lanciati al galoppo ho inserito delle colombe, perchè è sicuro che la battaglia per arrivare al successo è prioritaria ma non bisogna scordare quanto bisogno di pace e fratellanza vi sia nel mondo. E poi, insieme alle colombe, ho dipinto quel nastro che abbraccia simbolicamente tutti i vari aspetti dell'evento paliesco.»
E il cagnolino davanti alla dama?
«Una mia idea, un'ispirazione... Proprio lì, secondo me, ci voleva un cagnolino...»
Lei è conosciuto soprattutto per le sue sculture....
«Vero. Era un po' che non dipingevo. Ho voluto rimettermi in gioco e sono contento. Amo le tradizioni, ho cercato attraverso i Drappi di manifestare tutto il mio entusiasmo e spero che i miei Palii siano graditi.»
Certamente molto ambiti!
«Lei dice? Davvero?
Può starne certo...

Massimo Elia

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