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Se nella terra del vino Unesco "vince" la birra

Roberta Careddu, oggi titolare dell'azienda, spiega che l’Astigiano da “terra del vino” sta subendo una metamorfosi silenziosa in “terra della birra”

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Articolo pubblicato il 24/04/2016 alle ore 05:30.
Lo staff della Cime Careddu srl nel trentennale d'attività
Lo staff della Cime Careddu srl nel trentennale d'attività

Giornata di festa mercoledì scorso alle Cime Careddu Srl di Calamandrana dove si è svolta la festa per i 30 anni dell’attività. L’azienda di riempitrici, fondata nel 1986 da Gino Careddu, ha infatti raggiunto il traguardo delle tre decadi e ha brindato con boccali di birra in compagnia dei clienti più affezionati, per l’appunto i rappresentanti dei più noti birrifici artigianali di provincia e oltre. «Siamo molto orgogliosi dei successi conseguiti. Mio padre ha fondato quest’azienda dopo anni di pratica ed esperienza nel settore – spiega Roberta Careddu, 35 anni, oggi a capo dell’azienda di famiglia insieme al cognato Giuseppe Di Dio – Fin dall’inizio abbiamo voluto specializzarci nel ramo birra, per distinguerci dalla concorrenza che opera per lo più nel settore del vino. Indubbiamente è stata la decisione giusta».

Con Roberta scopriamo che l’Astigiano da “terra del vino” sta subendo una metamorfosi silenziosa in “terra della birra”. «I birrifici artigianali negli ultimi dieci anni sono proliferati un po’ ovunque sul nostro territorio, grazie alla riscoperta del buon sapore della birra artigianale da parte del pubblico ma anche per la facilità di ottenere e lavorare la materia prima che non necessita di una coltura particolare come il vigneto– osserva Roberta – Se in questo periodo il mercato del vino è un po’ fiacco, quello della birra è invece piuttosto vivace e di riflesso ne beneficia anche la nostra attività». Le sue parole sono confermate dai numeri: la Cime Careddu con i suoi 14 dipendenti produce 45/50 macchine all’anno. Al momento se ne contano circa 400 sparse in tutto il mondo, tra Stati Uniti, Australia, Inghilterra e Nuova Zelanda e tra i clienti non mancano i nomi blasonati della grande distribuzione.

Ospite d’onore della giornata, il Professor Stefano Buiatti dell’università di Udine, intervenuto alle Cime Careddu per una lezione sulla “shelf life” (letteralmente “vita del prodotto sullo scaffale”), ossia sui metodi di conservazione della birra. «In collaborazione con l’associazione Unionbirrai abbiamo voluto regalare ai nostri clienti una lezione ad hoc tenuta da uno dei massimi esperti in materia. In questo modo sarà possibile per loro venire a conoscenza degli ultimi accorgimenti utili per prolungare la conservazione delle birre» spiega Roberta, indicando la platea di mastri birrai intervenuti per ascoltare il Prof. Buiatti e per i 30 anni delle Cime Careddu. La giornata di festa si è infine conclusa con una braciolata, servita dalle abili mani dei cuochi della Pro Loco Antico Borgo Villanuova di Canelli.

Lucia Pignari

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