Punto a Capo

Sciame di insetti e T-Shirt

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Articolo pubblicato il 26/09/2016 alle ore 18:12.
Sciame di insetti e T-Shirt 2
Indipendentemente che piova, che tiri il vento o che appaia il sole (raro a Parigi), le persone vivono anonimamente

Se, in pieno inverno, fossi ancora a Parigi, come vent’anni fa, e se stesse nevicando… nessuno noterebbe che indosso una t-shirt anonima.

Sì una t-shirt a maniche corte, in pieno inverno, oltretutto rigido, come solo un certo Nord Europa può riservare.

Indipendentemente che piova, che tiri il vento o che appaia il sole (raro a Parigi), le persone vivono anonimamente.

La popolazione diurna si sposta con una baguette sotto al braccio e un giornale arrotolato in mano, proiettata in un vortice quotidiano che impedisce di notare il minimo dettaglio di chi passa accanto.

A quei tempi, arrivata dall’Italia dove Moschino imperava, in quella metropoli vedere sempre e solo t-shirt nere, bianche grigie, comunque anonime, mi confortava. Tantissimo.

A Parma fu diverso. I parmigiani sanno vivere, sanno divertirsi, sanno mangiare di buon gusto ed amano vestirsi alla moda…ed anche se la bicicletta la fa da padrona. Una donna a Parma, anche in quelle strade solo di ciotoli, non rinuncia mai ai tacchi alti come nemmeno ad un tubino stretto!

Accadde invece in pieno inverno, quando a Palermo la temperatura è pur sempre primaverile, di vedere donne con pellicce ridondanti, lamentarsi degli inverni rigidi di Mondello, con temperature quasi mai sotto i 13 gradi.

La posizione fisica che ho sempre preferito per osservare, nei miei viaggi, le persone che incontravo in luoghi così diversi, è sempre stata quella del confondermi, del mescolarmi agli altri, ma, rigorosamente, da sola, mai in compagnia, soprattutto di qualcuno che parlasse la mia stessa lingua.

Preferivo parlare direttamente e chiedere al primo che passava, parlare la sua lingua, chiedergli informazioni, magari anche aiuto; questo mi ha permesso sempre di capire che gli idiomi diversi non mi allontanavano dalle persone ma mi facevano entrare in quell’istante in un piacevole contatto di reciproco impegno atto alla comprensione.

E sempre gli incontri finivano con un ringraziamento e un sorriso.

Di ogni luogo ricordo tantissimo perché non ho avuto intermediari nella mia vita, solo me stessa con la voracità di una persona che senza paura voleva conoscere tutto.

E quando i viaggi sono finiti è sempre stata la lettura che mi ha ricondotto e mi riconduce all’umanità ed al mondo, ed  è così che scopro che in una parte di questa nostra terra meravigliosa, l’Australia, gli Aborigeni, in certi periodi di una certa stagione, si fermano in un luogo, quasi sempre lo stesso, e aspettano sciami di insetti, desiderosi di esserne ricoperti per essere ripuliti e lavati da quegli stessi insetti che in altri luoghi sono considerati portatori di malattie od infestanti.

 Niente scrub costoso, solo un incontro atteso tra Uomo e Natura che porta ad un obiettivo comune…

Ho trasmesso a mio figlio l’idea che per vedere bene, si debba avere una posizione distaccata il più possibile dal contesto, anche da quell’io che troppo spesso ci ostacola da una visione super partes.

Tra una t-shirt ed uno sciame di insetti c’è tutto un mondo.

Peccato perderselo!

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