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San Secondo, Bertolino: «Troppa
gente nel Palio parla a vanvera»

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Articolo pubblicato il 16/10/2015 alle ore 15:00.
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Maurizio Bertolino, rettore di San Secondo
La decisione l'aveva maturata già ben prima del Palio. Fuor di dubbio però che gli strascichi e gli eventi successivi alla manifestazione settembrina l'abbiano poi "rafforzata": Maurizio Bertolino, Rettore di San Secondo, lascia il suo incarico. «Il mio mandato - esordisce - avrebbe dovuto terminare tra un anno, ma martedì prossimo in occasione della riunione che avrà all'ordine del giorno argomenti di rilevanza quali bilancio ed elezioni ufficializzerò le mie dimissioni. Il mio è stato un passo ponderato, per nulla affrettato. Ho avuto tempo di pensarci e ripensarci. Ora più che mai sono convinto sia giunto il momento di tirare il fiato e di vivere e vedere l'evento paliesco da un'altra angolazione.»

Motivazioni?
«Il lavoro mi impegna molto, non posso trascurarlo. Ho orari piuttosto "pesanti" da rispettare e abbinare alla mia occupazione quotidiana un impegno gravoso quale quello della conduzione di un Comitato Palio non era più possibile. Avrei rischiato di non svolgere adeguatamente entrambe le attività.»
La settimana post-Palio: persin riduttivo dire che siano stati giorni difficili...
«Difficili, certo. Ma io ribadisco ancora una volta che riguardo alla vicenda del cavallo ho sempre dichiarato quello che sapevo. Dopo l'incidente la gestione del purosangue è passata ai proprietari. Loro lo hanno preso in carico e trasportato in una clinica nei pressi di Torino. Noi come Comitato ci siamo tirati fuori. Certo, la situazione era spiacevole, lo è sempre quando capitano incidenti. Ma sono situazioni da Palio, è stato un infortunio in corsa. Mi preme puntualizzare che il nostro cavallo è arrivato alle visite veterinarie in perfette condizioni fisiche, al punto da non ricevere alcun grado di penalità in nessuno degli esami ai quali è stato sotto posto. Questo per smentire alcune scemenze che i soliti "bene informati" avevano pensato di far circolare già prima delle visite stesse.»

In effetti il Palio sta diventando un mondo un po' troppo "parlato". Sei d'accordo?
«Nulla di male se a parlare fossero le persone e gli addetti ai lavori in possesso di competenza e giuste informazioni. Purtroppo, e questo è stato uno dei motivi che mi hanno spinto a prendere la decisione di uscire dal "circo paliesco", parlano persone che non dovrebbero neppure aprire bocca. E lo fanno allo scopo di dimostrare che sanno, che sono informate, per mettersi in mostra, arrecando danni non indifferenti alla manifestazione e ai singoli Comitati. Questo è uno dei mali del nostro Palio e, mi spiace dirlo ma è così, il numero di questi pseudo esperti che altro non sono che venditori di fumo, è in crescita.»

Non credo però sia questo l'unico motivo che ti ha indotto a prendere la decisione di "mollare"...
«No, certo. Però sarebbe importante che all'interno dell'organizzazione, del Consiglio del Palio e del Collegio dei Rettori, venisse instaurata una linea comportamentale uniforme, da seguire. Il nostro Palio deve imparare a coalizzarsi, a fare fronte comune quando si trova ad affrontare le difficoltà. Invece, purtroppo, di fronte alle problematiche noi ci disgreghiamo, diventa un "tutti contro tutti" che non garantisce alcuna tutela alla manifestazione. L'esatto contrario di quanto succede nell'ambiente paliesco senese, dove le rivalità sono accanite ma di fronte alle difficoltà si crea un blocco pressoché inscalfibile al quale tutte le Contrade partecipano. Insomma, tante cose mi hanno stufato, è ora di fermarsi e poi chissà, magari tra un po' ripartire.»

Qual è la tua opinione sul gruppo nato su facebook che spinge alla creazione di un Consorzio a tutela del nostro Palio?
«Riprendo quanto ha detto l'assessore Cotto. Nessuna preclusione al Consorzio, ma esiste già un articolo 2 del Regolamento che dovrebbe tutelare l'evento paliesco. Però, aggiungo, prima del Consorzio dovrebbero essere le teste pensanti a contare. Gli argomenti importanti una volta venivano discussi nel Consiglio del Palio. Ora di Consigli se ne fanno sempre meno. Collegio dei Rettori? Beh, io non ci sto più dentro, non mi sento per così dire allineato. Faccio fatica ad accettare cambiamenti ed innovazioni. Eppure non sono così vecchio....»

Massimo Elia

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