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Saldi estivi al via dopo una stagione deludente

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Articolo pubblicato il 30/06/2016 alle ore 07:00.
Saldi estivi al via dopo una stagione deludente 3
Shopping in corso Alfieri

Al via sabato 2 luglio i saldi estivi. La data, comune a tutte le regioni italiane ad eccezione della Sicilia, rappresenta il momento tanto atteso per chi vuole dedicarsi allo shopping, in particolare nei negozi di abbigliamento e calzature, i veri “protagonisti” della stagione degli sconti. Stagione che, come sempre, continuerà per otto settimane, quando nelle vetrine cominceranno a comparire le collezioni autunno/inverno. Ma come si affacciano i commercianti astigiani ai saldi? «Con le ossa rotte», commenta Gioacchino Falcone, direttore provinciale di Confesercenti, utilizzando una espressione decisamente diretta.

«Le vendite della collezione primavera/estate erano partite benino - sottolinea - ma poi il clima non ha aiutato, visto che ha fatto piuttosto freddo fino a qualche settimana fa. Se ai weekend di pioggia aggiungiamo poi gli ultimi giorni di caldo intenso, che non hanno di certo invigliato a fare una passeggiata per fare acquisti, allora si capisce come il clima abbia creato qualche ostacolo alle vendite. Inoltre noi operatori dell’abbigliamento non abbiamo beneficiato dell’Adunata nazionale degli Alpini di maggio. Un evento che andrebbe ripetuto il più possibile, visti i vantaggi che ha portato alla città, ma che nel nostro caso non ha determinato un ritorno di “secondo livello”. Infatti speravamo che la ricchezza entrata nelle tasche di chi ha fatto affari con questo evento avesse un effetto ricaduta anche negli altri negozi cittadini, ma così non è stato».

I saldi, così, rappresentano «l’illusione di “rimettere in sesto” gli affari, dato che i commercianti hanno i magazzini pieni, che rappresentano un costo. Ma, in realtà, incasseranno di meno perché svenderanno i capi». Falcone sottolinea poi il problema, ormai noto da anni, delle vendite promozionali mascherate attuate prima dei saldi. Un tema su cui si scontra da tempo anche l’associazione di categoria Ascom Confcommercio. «Le vendite a prezzi scontati sono vietate nei 30 giorni prima dei saldi - ricorda Claudio Bruno, direttore provinciale dell’associazione - eppure ogni anno troviamo chi le pratica lo stesso, mascherandole in varie forme e danneggiando i colleghi onesti».

Il discorso si allarga poi al dibattito che si trascina da anni a livello nazionale per quanto riguarda il settore del commercio, in cui le piccole e medie imprese (ovvero i negozi a conduzione familiare) sono su posizioni nettamente differenti dalle grande distribuzione. «I “colossi” del commercio - sottolinea Bruno - infatti, vorrebbero la completa liberalizzazione delle vendite a prezzi ribassati, mentre le piccole e medie imprese spingono per un ritorno ai saldi che si svolgono alla fine della stagione, per esempio a fine agosto per quanto riguarda la collezione estiva. In questo modo, con i saldi che cominciano quando la stagione è nel clou, si scende ad un compromesso che non soddisfa nessuno».

Elisa Ferrando

Tags: saldi,commercio,lavoro

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