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Rileggere i classici? Sì, ma su Twitter e YouTube

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Articolo pubblicato il 16/04/2013 alle ore 11:43.
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Un'incisione di Gustave Doré per la Divina Commedia di Dante
Se è vero che l’affermazione “bisognerebbe rileggere i classici” abbia ormai assunto lo status di frase fatta, non è per niente banale il fermento che da qualche anno trascina i classici della letteratura verso i lidi delle nuove tecnologie. I social network hanno soltanto reso più evidente il fenomeno, basti pensare alle riscritture via Twitter organizzate da autorevolissimi istituti di cultura: senza andare troppo lontano, la Fondazione Cesare Pavese ha già all’attivo due iniziative che hanno generato migliaia e migliaia di tweet con l’hashtag #LunaFalò prima e #Leucò nel 2013.

«Una rilettura molteplice e comunitaria - hanno spiegato gli organizzatori - attraverso Twitter e il vincolo formale dei 140 caratteri, dei Dialoghi con Leucò: 27 dialoghi in 27 sessioni di riscrittura. La schiettezza sintetica di Pavese che diventa tweet alla ricerca dell’essenza profonda di ogni dialogo.» Ma la letteratura ha anche preso la strada di YouTube, ed è stata una proposta della casa editrice Loescher a convincere due classi del Liceo Classico Alfieri a leggere con occhi nuovi nientemeno che Dante Alighieri. Si tratta di “La selva, il monte e le stelle”, un premio di lettura rivolto alle scuole che ha invitato i ragazzi delle superiori a interpretare un canto della Divina commedia davanti alla telecamera.

Il fatto che non sia solo un gioco è dimostrato dalla presenza dell’Accademia della Crusca, dal Cinquecento nume tutelare della lingua italiana, tra gli organizzatori del premio. L’obiettivo era quello di continuare a far sentire Dante attraverso le voci degli studenti e a oggi sono 65 i video caricati sul canale YouTube del premio. Dal liceo astigiano hanno aderito due classi seconde, la II A e la II B, seguite rispettivamente dalle docenti Fedra Besso e Claudia Venturini. Certo, non tutti sono Benigni, per cui l’interpretazione delle terzine ha richiesto una preparazione adeguata. L’attore Aldo Delaude ha coinvolto i ragazzi delle due classi in una serie di brevi lezioni di dizione, poi si è passati alla vera e propria realizzazione del video (qui il link). E qui gli approcci seguiti sono stati molto differenti.

«Abbiamo registrato l’audio del canto V del Purgatorio - raccontano i ragazzi della II A - cui ha partecipato tutta la classe, chi in prima persona, chi come coro. L’idea era quella di far risaltare le voci, per cui abbiamo deciso di far scorrere una serie di immagini tratte per lo più dalle illustrazioni di Doré della Divina Commedia.» Un lavoro che ha occupato alcune mattinate a scuola, raccontano Cristina Vacca, che ha prestato la voce al personaggio di Dante, e Federico Gianuzzi, interprete di Virgilio. Altre quattro ore sono state necessarie a Laura Tirone per la scelta delle immagini e delle musiche - tratte dal cartone giapponese Evangelion - e il montaggio. Quello scelto dalla II B è invece il canto XXVI del Purgatorio, il video (qui il link) ha un che di surreale e mostra i ragazzi nei vari ambienti della scuola.

«Siamo partiti dall’idea di filmarci mentre leggevamo davanti a immagini proiettate su un muro. Alla fine abbiamo trasformato il liceo nel Purgatorio: le schiere delle anime camminano per le scale, docenti e personale della scuola sono diventati personaggi come Guido Guinizelli.» Vittoria Briccarello, Lorenzo Gilardetti, Giorgio Riccomagno e Germana Alessandro gli studenti che si sono impegnati di più per portare a termine il lavoro, che ha previsto anche riprese in pianosequenza, la stesura di uno storyboard, la scelta di una colonna sonora. Cosa rimane da questa esperienza? «I video che ho visto sul sito sono più o meno belli - commenta Claudia Venturini - ma vista la partecipazione credo che il premio abbia stimolato alla lettura, a uno sforzo di lettura più profondo, che non fosse solo una recita». «Il premio fornisce un approccio più libero a Dante, consente di appropriarsi del canto e farlo proprio. Nel bene e nel male.» In attesa di un verdetto della giuria, che valuterà i video migliori e li premierà a maggio, i due lavori degli studenti astigiani sono visibili sul sito dante.loescher.it.

E chissà che la prossima rilettura dei classici non veda impegnati i ragazzi delle scuole nel campo dei videogiochi: non tanto titoli come Dante’s Inferno, dove il poeta è trasfigurato in un nerboruto guerriero che deve salvare Beatrice rapita dai demoni, quanto piuttosto veri e propri esperimenti che vogliono coinvolgere i lettori nelle esperienze vissute da personaggi e scrittori. Come nel caso del progetto “Walden”, nel quale il giocatore abiterà un mondo tridimensionale che simula la geografia e l’ambiente dei Boschi di Walden, dove lo scrittore Henry David Thoreau trascorse i due anni di isolamento che ispirarono la sua “Vita nei boschi”. Anche in questo caso, non è solo un gioco: l’Università della California del Sud ha finanziato l’iniziativa con 40mila dollari.

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