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Ricchezza e povertà nel mondo

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Articolo pubblicato il 21/12/2015 alle ore 16:47.
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Ricchezza e povertà nel mondo
Durante queste settimane abbiamo affrontato importanti temi di attualità, come la povertà nel mondo. Queste sono le nostre riflessioni conclusive. Classe III B Il nostro pianeta vive ancora forti disuguaglianze economiche e sociali tra i diversi Paesi. Alcuni sono altamente sviluppati e industrializzati, altri sono in forte crescita, ma molti vivono ancora in condizioni di sottosviluppo e soffrono gravi problemi di fame, mancanza di acqua potabile, agricoltura insufficiente, analfabetismo. Le cause della povertà di alcuni Paesi rispetto ad altri hanno radici storiche, legate a eventi di dominio politico ed economico. Paesi come l’Africa o l’America centrale e meridionale pagano ancora oggi il duro prezzo dello sfruttamento, durato per secoli, da parte dell’Europa.

Questa situazione li ha impoveriti a lungo, impedendo loro di porre le basi per un’agricoltura sufficientemente sviluppata e una tecnologia a servizio della popolazione. Per contrastare la povertà è necessario combattere le ingiustizie che ne stanno alla base, bisogna costruire strutture e percorsi che affianchino le popolazioni nel loro autonomo cammino verso un autentico sviluppo economico, ma soprattutto umano. Una via da percorrere in questa direzione è quella del commercio equo e solidale, una forma di commercio che offre migliori condizioni a produttori svantaggiati, come quelli del Sud del mondo. Il commercio equo e solidale permette di acquistare direttamente dai piccoli produttori, “scavalcando” intermediari e multinazionali.

Un’altra via da percorrere è il sistema del microcredito, cioè piccoli prestiti senza garanzie concessi ai più poveri, per aiutarli a creare attività proprie. È stato l’economista Muhammad Yunus a fondare la prima banca che utilizza il microcredito, la GrameenBank, in Bangladesh. Questa banca presta denaro in piccole quantità ai più poveri, che non potrebbero ottenere nessun prestito dai tradizionali istituti di credito. Si tratta di cifre modiche, il denaro necessario per acquistare poche materie prime o attrezzi di lavoro per avviare piccole attività redditizie, grazie alle quali queste persone potranno vivere dignitosamente. Il commercio equo e solidale e il microcredito dimostrano che l’economia può agire nel rispetto delle persone e per promuovere la dignità umana.

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