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Referendum sulla domenica lavorativa
per 200 dipendenti Esselunga

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Articolo pubblicato il 26/02/2016 alle ore 07:00.
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Referendum sulla domenica lavorativaper 200 dipendenti Esselunga
Saranno circa 200 i lavoratori astigiani dei due supermercati Esselunga - 60 del punto vendita di corso Torino e 140 di quello in corso Casale presso il centro commerciale “Il Borgo” - chiamati ad esprimersi sul lavoro domenicale. L’azienda, infatti, lo scorso 22 gennaio ha siglato a livello nazionale, con i sindacati di categoria (Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Filcams Cgil), un’ipotesi di accordo per la gestione del lavoro alla domenica. Un accordo che costituisce un passo avanti, dal punto di vista sindacale, rispetto alla legge vigente. Infatti il contratto nazionale di lavoro - peraltro in attesa di essere rinnovato da oltre due anni - afferma che la regolamentazione delle domeniche è oggetto di tratttiva in azienda. Ma anche che, se non si trova l’accordo, le imprese possono ordinare fino ad un massimo di 24 domeniche per lavoratore, in maniera unilaterale.

«Insieme a Fisascat Cisl e a Filcams Cgil - spiega Francesco Di Martino, segretario provinciale generale Uiltucs Uil - abbiamo perseguito la strada dell’accordo, per evitare che Esselunga si muovesse da sola. Quindi una buona notizia, considerando il contesto, ovvero il fatto che il contratto è vacante da tempo (tanto che abbiamo già organizzato due scioperi a livello nazionale) e che dal 2011 è vigente il decreto Salva Italia, che ha liberalizzato gli orari di apertura degli esercizi commerciali, che possono pertanto aprire 365 giorni all’anno. Una norma sbagliata e profondamente negativa per tutti i lavoratori che continueremo ad osteggiare. Ma nell’attesa che qualcosa cambi, dobbiamo fare i conti con la realtà, che vede ad esempio Esselunga orientata ad aprire tutte le domeniche dalle 9 alle 20». L’accordo, in sintesi, stabilisce che il principio della volontarietà sarà il riferimento prioritario per coprire i presidi domenicali.

A coprire i presidi saranno, come ora, i lavoratori con i vari tipi di contratto, con regole diverse a seconda dei reparti in cui è inserito. Inoltre introduce importanti compensazioni ispirate ad un principio di solidarietà e proponendo una scala più incentivante dal punto di vista economico. Tanto per fare un esempio, chi lavorerà oltre le 29 domeniche avrà una retribuzione più elevata dell’80%. (attualmente oltre le 30 domeniche si ha una maggiorazione del 60%). «Da ricordare - conclude Di Martino - che l’accordo durerà un anno, in vigore dal 2 maggio prossimo fino al 30 aprile 2017. Due mesi prima della scadenza si farà il punto per vedere se prolungarlo, aggiornarlo, o tornare alle condizioni preesistenti». Il segretario Uiltucs sottolinea anche «il valore aggiunto dell’intesa, ovvero il fatto che Esselunga ha riaffermato che l’attuale contratto integrativo resta vigente quando quasi tutte le aziende della distribuzione organizzata hanno imboccato la strada della disdetta».

Un atteggiamento legato al “braccio di ferro” tra aziende legate a Federistribuzione (tra cui Esselunga) e sindacati sul rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori della grande distribuzione, tanto che i sindacati hanno già attuato due giornate di sciopero negli ultimi mesi. «Lo scorso 12 febbraio - ricorda Di Martino - s è tenuto un incontro tra sindacati e Federdistribuzione, che sembra lasciar presagire un passo avanti in vista dello sblocco della vertenza. Ma, se così non fosse, siampo pronti ad una manifestazione nazionale a marzo per chiedere il rinnovo dei contratti non solo della grande distribuzione, ma anche di tutte le altre categorie dei servizi che lo attendono, come il turismo».

Elisa Ferrando

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