Nizza Monferrato
Cronaca

Redditi gonfiati per ottenere permesso di soggiorno

All'apparenza tutto sembrava regolare: l'iscrizione all’anagrafe imprese, le loro posizioni contributive, il loro soggiorno in Italia

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Articolo pubblicato il 06/04/2016 alle ore 10:19.
Redditi gonfiati per ottenere permesso di soggiorno 3
(Foto di repertorio)

Tutto è iniziato un anno fa, con i controlli della Guardia di Finanza della Tenenza di Nizza le cui pattuglie hanno fermato in più occasioni dei cittadini marocchini che mettevano su il banchetto nei mercati della cittadina. Ed erano tutti regolari: regolare la loro iscrizione all’anagrafe imprese, regolari le loro posizioni contributive, regolare il loro soggiorno in Italia. Ma tutti dichiaravano un reddito appena al di sopra della soglia fissata dalla legge per ottenere il permesso di soggiorno per motivi lavorativi e tutti erano seguiti dallo stesso studio di consulenza fiscale, nicese.

La cosa ha insospettito i finanzieri. E’ vero che normalmente cercano chi evade le tasse, cioè chi dichiara meno di quanto realmente guadagnato, ma in questo caso hanno attivato controlli incrociati per un reato opposto, cioè la dichiarazione di redditi superiore al reale, solo per poter ottenere il rilascio del permesso di soggiorno da parte della Questura di Asti. La legge infatti prevede che per questo tipo di autorizzazione a risiedere per cinque anni sul territorio italiano, il cittadino straniero possa dimostrare di percepire un reddito sufficiente a garantire il proprio mantenimento.

E i finanzieri ci hanno visto giusto, perché su 36 dichiarazioni dei redditi controllate da stranieri che svolgevano regolarmente la loro attività di ambulanti nella città di Nizza e in paesi limitrofi, 22 non erano fedeli a quanto realmente percepito. Queste, infatti, riportavano dei redditi “gonfiati” per raggiungere la cifra prevista per il permesso di soggiorno; una soglia raggiunta dichiarando maggiori corrispettivi (scontrini o ricevute fiscali rilasciate ai clienti al dettaglio).

Il controllo ha riguardato ovviamente anche il centro di elaborazione dati di Nizza e sia all’amministratore, sia al socio unico dello studio è stato contestato il reato di favoreggiamento della permanenza illegale di cittadini extracomunitari sul territorio nazionale. Gli stranieri, invece, che sono risultati titolari di regolare partita Iva fra il 2009 e il 2013 sono stati denuncia per falso.

 d.p.

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