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Raccolta firme per il treno Unesco,
ma costerebbe 500mila euro

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Articolo pubblicato il 30/09/2015 alle ore 09:00.
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Un treno alla stazione di Nizza Monferrato
Un dossier di una quarantina di pagine che riporta specifiche tecniche, possibilità di applicazioni e illustra nel dettaglio il progetto di un treno turistico che unisca tra loro i luoghi principali delle colline di Monferrato e Langa Astigiana: Asti, Agliano Terme, Nizza Monferrato, Canelli, Santo Stefano Belbo e Castagnole Lanze in un unico anello, con possibile ulteriore sbocco verso Alba. Si chiama “Merum”, come il vino in latino nella sua versione più popolare, ed è un progetto promosso dall’Associazione Commercianti e Artigiani di Nizza Monferrato. «Tutto è iniziato come una petizione da inviare all’Assessorato ai Trasporti della Regione Piemonte – commenta il presidente Emanuele Bisagno, che ha compilato personalmente il dossier – L’assessore Balocco ha fatto cenno, la scorsa primavera ad Alba, a un’idea del genere. Vogliamo promuoverla affinché diventi una realtà».

La raccolta firme nella sua versione on line su change.org (“Valorizzazione del territorio: #trenoUNESCO tra le colline del Monferrato e della Langa Astigiana”) ha già superato le 450 adesioni; da poco è disponibile anche una versione cartacea su cui firmare, presso il negozio Pace Music: «Mi fa piacere che, grazie al passaparola sul web, molte persone già sanno di che si parla e perciò firmano volentieri. Abbiamo in programma, in futuro, anche banchetti nel centro storico. Mentre il dossier, una volta completato, sarà inviato alle aziende del territorio, per proporre loro di diventare partner del progetto al momento dell’invio alla Regione». Esponenti locali della cultura hanno già manifestato il proprio interesse per il progetto Merum: ne sono cofirmatari l’Associazione Davide Lajolo, Memoria Viva, Politeia, il Comitato Strade Ferrate.

Significativa anche l’adesione di AFP, Associazione Ferrovie Piemontesi dell’Associazione Ferrovie Turistiche Piemontesi, che già si occupa di treni, analoghi a quello ipotizzato, in altre zone d’Italia. Esiste secondo Bisagno anche una stima di risorse necessarie per la messa in opera: «Avere 2 treni il sabato e 2 la domenica, la prima e terza settimana del mese da aprile a ottobre, avrebbe un costo di 400 mila euro». Il Presidente ribadisce l’importanza del progetto: «Sarebbe decisivo per lo sviluppo del turismo ecosostenibile, e in grado di integrare tra loro i vari mezzi di trasporto. Chi arriva in treno potrà puoi muoversi in bicicletta o fare trekking per le colline. Questo tipo di intervento di marketing territoriale avrebbe una ricaduta concreta per tutte le attività economiche del territorio».

Fulvio Gatti

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