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Quella scuola irraggiungibile
Trasporti, l’odissea quotidiana

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Articolo pubblicato il 19/11/2013 alle ore 15:09.
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Quella scuola irraggiungibileTrasporti, l’odissea quotidiana
Ha il volto provato e gli occhi stanchi Gabriele. Ogni mattina sveglia alle sei, giusto il tempo di un caffè e poi di corsa verso il pullman che lo porta ad Asti per andare a scuola. Fin qui tutto normale, direte voi; peccato che la compagnia di pullman di cui si serve offre una sola corsa di andata e una di ritorno al giorno: un servizio molto parco insomma, ma un costo fin troppo esorbitante che sfiora i sessanta euro mensili. È questa la desolante condizione in cui si trova la maggior parte degli studenti che quotidianamente devono raggiungere il capoluogo di provincia per andare a scuola. Le corse sono sempre più ridotte e questo fa sì che i pullman siano gremiti di studenti che spesso si ritrovano a stare in piedi andando contro le norme della sicurezza. Ogni cosa è frutto di una politica di tagli dello Stato ai finanziamenti per il trasporto pubblico, e la conseguenza più diretta è che anche le compagnie private si considerano legittimate a diminuire drasticamente il loro servizio.

Tutto a discapito degli studenti. Non è migliore la situazione di coloro che viaggiano sui treni. «Sono spesso in ritardo, sporchi e senza riscaldamento d’inverno» denuncia Beatrice, pendolare sulla Acqui Terme–Asti da ormai cinque anni. «Per motivi incomprensibili e illogici vengono potenziati i treni meno affollati della giornata, mentre quelli più utili per noi studenti vengono cancellati o penalizzati». E non solo i treni di questa linea; anche recarsi a Torino, a Milano o ad Alessandria per seguire le lezioni sembra diventata un’impresa per gli studenti universitari. Anche in questo caso Trenitalia non fa sconti e l’abbonamento risulta essere molto costoso.

Vista la soppressione operata lo scorso anno dalla Regione di numerose linee ferroviarie che collegavano centri minori con Asti (la Asti–Castagnole Delle Lanze ne è un perfetto esempio), si è ulteriormente aggravata la situazione per gli studenti che risiedono nei piccoli paesi della Provincia, poiché l’unico mezzo a loro disposizione resta il pullman. Pullman che a partire dall’estate scorsa sono stati decimati. Lo stesso copione si ripete riguardo al trasporto su autobus extraurbani. E da dicembre oltre al danno anche la beffa: è previsto un aumento del 20% su tutti i tipi di biglietti.  Togli un pezzo oggi togli un pezzo domani, siamo arrivati al punto che percorrere dieci chilometri con i mezzi pubblici diventa molto problematico, così che tanti studenti sono costretti a farsi accompagnare a scuola dai propri genitori in macchina intasando e inquinando corso Alfieri. Alla faccia del rispetto per l’ambiente!

Marco Alpan

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