Economia e lavoro
Asti

Quando la città perse l'occasione
e la Dimtech trovò posto a Crea

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Articolo pubblicato il 03/09/2012 alle ore 07:30.
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L?articolo sulla ?Dimtech? pubblicato nel novembre 2010
Si terrà sabato 8 settembre, a Serralunga di Crea, l’inaugurazione della nuova sede dell’“Holdim group”, gruppo industriale specializzato nell’elettronica applicata ai motori. Una notizia positiva, certo, ma il lettore si domanderà: cosa c’entra con Asti?
Per capirlo bisogna tornare indietro al novembre 2010, quando il presidente di Confartigianato, Biagio Riccio, si era reso portavoce della volontà dell’azienda monferrina “Dimtech srl” di Gabiano di rilocalizzarsi ad Asti con centro di ricerca e stabilimento di produzione.

Ai tempi, infatti, l’azienda aveva da poco messo a punto l’innovativo sistema “D - Gid”, un sistema che miscela gasolio ad altri gas (metano, gpl, biogas) per ridurre i consumi di carburante e, quindi, l’impatto ambientale dei mezzi pesanti (camion, pullman). In parole sempici, il sistema consente di passare dall’alimentazione a gasolio a quella a metano o gpl senza costose trasformazioni del motore, garantendo in primo luogo risparmi sul “pieno”. Il “D - Gid”, peraltro, era stato presentato nell’agosto del 2009 in piazza Cattedrale, di fronte alla sede di Confartigianato, alla presenza di Giovanni De Regibus, amministratore unico dell’azienda.

«Quella della “Dimtech” - commenta Biagio Riccio, presidente di Confartigianato - è la storia di un successo tutto personale, guadagnato con fatica a causa delle difficoltà incontrate in Italia. Prima l’infinito iter burocratico per ottenere l’omologazione del sistema nel nostro Paese, tanto che l’azienda ci aveva contattati per sapere come fare a sbloccare queste lungaggini burocratiche. Poi la difficoltà a trovare un terreno per ricollocare centro di ricerca e capannoni per la produzione. Personalmente mi ero reso portavoce di un appello nei confronti del Comune, allora guidato dal sindaco Galvagno, in modo da venire incontro alle esigenze dell’azienda, anche perché avrebbe portato lavoro almeno per 50 dipendenti. Il nostro appello, però, era caduto nel vuoto, e così l’azienda si è rivolta altrove. Un’occasione persa per la nostra città e la nostra economia, anche perché l’“Holdim group”, nato dalla fusione delle aziende preesistenti (tra cui la “Dimtech”), è cresciuto e conta numerose commesse in tutto il mondo, dalla Corea agli Stati Uniti».

A confermare il tutto, con serenità e senza intento polemico, l’amministratore unico del gruppo, Giovanni De Regibus. «In quel periodo - ricorda - stavamo crescendo, e cercavamo un luogo dove rilocalizzarci visto che lo stabilimento di Gabiano era diventato piccolo. Per quanto riguarda Asti non avevamo ricevuto particolari riscontri dall’ Amministrazione locale, a parte l’ipotesi di trasferirci in una porzione dell’ex Way Assauto, opzione che avrebbe comportato per noi costi troppo elevati. Allora ci siamo rivolti altrove: con l’Amministrazione comunale di Serralunga, in particolare, ci siamo trovati subito in sintonia e abbiamo ottenuto ciò che cercavamo».

Il gruppo, che ora ha ottenuto l’omologazione del “D - Gid”, comprende, oltre alla sede di Serralunga, una unità locale di progettazione a Scandicci (Firenze) e un ufficio commerciale a Barcellona: conta 64 dipendenti e ha un fatturato di 10 milioni di euro. Perplesso, sulla vicenda, l’ex sindaco Giorgio Galvagno: «Non ricordo un fatto simile: qualsiasi imprenditore voglia insediarsi sul territorio del Comune si rivolge agli uffici senza particolari appelli. Le considerazioni di Riccio mi paiono infondate».

Elisa Ferrando

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