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Quando giocare diventa patologico

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Articolo pubblicato il 22/03/2013 alle ore 18:14.
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Quando giocare diventa patologico
L’altra faccia della medaglia, quando si parla di videogiochi, riguarda il loro eccessivo utilizzo e le relative conseguenze, tra cui addirittura la dipendenza. Abbiamo affrontato questo aspetto e le possibili soluzioni con il dottor Maurizio Ruschena, direttore del Servizio Dipendenze dell’Asl di Asti. «Come Azienda sanitaria - afferma - non ci sono attività strutturate dedicate specificatamente ai videogiochi e a internet. Rispetto però al rapporto con quest’ultimo, siamo stati coinvolti dall’associazione “Mani colorate,” che ha promosso appunto con l’Asl e la Polizia Postale delle iniziative nelle scuole, a tutela dei giovani che utilizzano la rete.»

Nello specifico, in merito alla dipendenza da videogiochi «sul nostro territorio le richieste di aiuto sono state puntiformi, con circa 3-4 casi negli ultimi 2-3 anni - fa sapere il dottore - Si tratta di condizioni estreme, che però non si sa quanto distino da chi resta “incollato” per ore al videogioco. Di solito - spiega - sono persone disadattate, che si rifugiano in questa attività, a causa di un disagio psicologico di vario genere, come la troppa timidezza, la mancanza di stimoli o carenze e problemi in ambito familiare. Va inoltre detto che alla dipendenza siamo tutti soggetti, specie chi ha qualche difficoltà psicologica in più. La via maestra, in risposta al problema e per curare il disagio, è quella dell’aiuto psicologico, che l’Asl fornisce. Come per qualsiasi dipendenza - aggiunge - l’uso del videogioco si può definire patologico quando è tale da oscurare le altre normali attività della vita quotidiana, ad esempio l’alimentazione e lo studio. In alcuni casi, alla base della dipendenza vi è un disturbo mentale. Premesso che i giochi non fanno diventare matti - annota - dal punto di vista neuro biologico, la maggior parte degli scienziati concorda sul fatto che il meccanismo legato alla patologia è molto correlato alla particolare memorizzazione di determinati eventi correlati al piacere e quindi a una alterazione dei processi cerebrali della gratificazione.»

Per ogni dubbio, disagio o problema attinente ci si può rivolgersi al Sert dell’Asl di Asti (tel. 0141/482817); alle sedi di Nizza e Canelli (tel. 0141/782414); o agli sportelli “Dipende,” che funzionano da consultorio, in via Baracca 6, ad Asti e presso la Casa della Salute di Nizza e Canelli. E’ inoltre disponibile il numero di cellulare dedicato 335/1417222. Il servizio è interamente gratuito e garantisce l’anonimato.

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