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Pusceddu: «La Torretta?
E' stata la scelta giusta»

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Articolo pubblicato il 23/02/2016 alle ore 17:00.
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Brindisi nella sede del Borgo Torretta per festeggiare il fantino Valter Pusceddu
E' piombato ad Asti sabato sera, invitato dal Comitato biancorossoblu presieduto da Giovanni Spandonaro, ed ha subito contagiato tutti con la sua simpatia ed il suo entusiasmo. Valter Pusceddu, detto Bighino, proprio nel Borgo Torretta aveva esordito nel Palio del 1999. Ai tempi, da poco diciottenne, seppe subito mettere in mostra le sue doti centrando la finale e piazzandosi quinto su Picciola. Risultato che bissò nel Palio "straordinario" dell'anno seguente, questa volta su Muso Grigio. La sua prima parentesi in Torretta si chiuse con la corsa di settembre del 2000, quando a causa di un acciacco al cavallo non riuscì ad entrare in finale. Ora Pusceddu è tornato con la convinzione di poter chiudere il cerchio.

Gli abbiamo domandato prima di tutto quanti corteggiamenti abbia avuto dopo la vittoria per San Paolo nel 2015.
«Beh, molti. Molti davvero. Una sensazione bellissima. Perchè il Palio dell'anno passato per me ha significato tantissimo. Quel rettilineo iniziale con Gingillo all'esterno e Tittìa di dentro mi ha fatto provare sensazioni meravigliose. Mi stavo battendo alla pari con due grandissimi fantini, entrambi con un "palmares" di assoluto riguardo. Ebbene quando sono uscito dalla prima curva davanti a loro credo che in me sia scattato qualcosa. Un'immensa iniezione di fiducia. Poi il cavallo ha volato. Mai e poi mai mi avrebbero passato.»

E' cosa nota che partire davanti in Piazza Alfieri significhi avere almeno l'80% di successo in tasca. O non è così?
«E' così, è così. Se poi a questo aggiungi un purosangue di gran motore sotto il sedere, soltanto se fai una stupidaggine (Valter usa un altro termine, n.d.r.) puoi perdere il Palio.»
Si però non mi hai risposto sui corteggiamenti...
«L'elenco è lungo, inutile star qui a snocciolarlo. A tutti quelli che mi hanno cercato va il mio grazie perchè ho immensamente gradito il loro apprezzamento nei miei confronti.»

Perchè hai scelto la Torretta...
«Il Rettore Spandonaro ha saputo toccare i tasti giusti, i suoi argomenti sono stati i più convincenti. E poi il sottoscritto ha bisogno di tranquillità in un Palio e della certezza di avere le spalle coperte. Una guida esperta, sicura: con Ghia a San Paolo mi sono trovato benissimo. Giovanni Spandonaro è una figura quasi paterna per me, la gente della Torretta mi ha trasmesso calore. E ora posso dirtelo...»
Dimmelo!
«Ho fatto la scelta giusta. Ne sono sicuro.»
Fare il bis sarà dura, sei il favorito. Tutti correranno per batterti...
«Io sono tranquillo, quella sarà la mia forza. So di poter affrontare la corsa con lo spirito giusto, l'autostima è cresciuta. La vittoria ad Asti dell'anno passato ha segnato una svolta sia nella mia vita sia nella mia carriera.»

Beh, finora qualche successo l'avevi conseguito. Non eri proprio digiuno di trionfi nel tuo "palmares"...
«Ad Asti è diverso, vincere su quella pista ha un significato particolare. Te ne accorgi da tante situazioni: da Siena ho ricevuto centinaia di chiamate. Da parte di amici certo, ma anche da tanti Capitani. Il Palio di Asti è una vetrina speciale.»
Quindi anche a Siena sei messo benino per luglio...
«Non mi far dire, non mi ci tirare per il bavero. Dico soltanto che i presupposti anche lì sono buoni. Ho fatto bene negli ultimi Palii in Piazza del Campo montando mezzosangue esordienti. Se mi toccherà un esemplare "collaudato" sono sicuro di poter dire la mia.»

Per intanto in scuderia, tornando ai "puri", hai due soggetti che tutto il panorama paliesco ti invidia...
«Penso proprio di si, ma non voglio sbilanciarmi. Diciamo che sono ben coperto (e ride....)
Valter, quanti Palii hai lasciato per strada ad Asti? Quanti avresti potuto vincerne in passato...
«Tre-quattro almeno, tutti sfumati per circostanze diverse. Non ricordo gli anni, ma ho bene in mente i Comitati: San Secondo, Santa Caterina, San Paolo e San Martino San Rocco.»
Verrai a correre allo stadio ad Asti durante la stagione?
«Certo che verrò. D'accordo col Borgo Torretta stabiliremo quando: non mi pesa la distanza. Ci sarò eccome.»

Massimo Elia

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