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Pusceddu, fantino di S.Paolo:
«Un'annata dura con molti ingaggi»

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Articolo pubblicato il 09/05/2015 alle ore 07:00.
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Valter Pusceddu con la casacca di San Paolo nel 2014
Nelle due ultime apparizioni in piazza Alfieri ha positivamente impressionato, proponendo un purosangue di elevata levatura tecnica. E' uno dei fantini più esperti del panorama paliesco, con un palmares di tutto rispetto dal quale però mancano nella casella vittorie i due appuntamenti più prestigiosi: Siena e Asti.
Stiamo parlando di Valter Pusceddu, che anche nel 2015 difenderà i colori del Rione San Paolo. L'anno passato andò ad un soffio dal successo, piazzandosi secondo alle spalle di Santa Caterina dopo una furibonda rimonta. Lo raggiungiamo telefonicamente e il suo inconfondibile accento sardo lo rende simpatico d'acchito. Voce stanca però, affaticata..

Stavi dormendo? Ti ho disturbato?
«Macchè, ero in palestra, sto lavorando duro per trovare la condizione fisica ottimale. Quest'anno ho un sacco di impegni, sono riuscito a perfezionare ingaggi dappertutto...»
Andiamo in ordine cronologico. Partiamo da Fucecchio...
«Non sono il fantino ufficiale di una Contrada, mi muoverò a seconda di quanto maturerà alla "tratta". Voglio potermi giocare le "chances" di vittoria con un cavallo di mio gradimento. Ho avuto diversi contatti, valuterò....»
La settimana successiva sarà per te particolarmente impegnativa, in quanto avrai un tuo purosangue che correrà a Legnano e lo stesso giorno monterai a Ferrara...
«Si, a Legnano il mio cavallo, lo stesso che ha corso ad Asti negli ultimi due anni, sarà al canapo per Sant'Ambrogio. Avrà quale fantino Andrea Mari. Credo di non esagerare nel sostenere che può tranquillamente ambire alla vittoria. In stagione in provincia ha vinto in tutte le circostanze in cui ha gareggiato.»

Parlami della tua avventura ferrarese.
«Correrò per Santa Maria in Vado, una Contrada che non nasconde le proprie ambizioni. Sono messo bene, i presupposti per fare un buon Palio ci sono tutti. Spero che il 31 maggio sia per me una giornata felice.»
Ferrara è per te una scelta obbligata...
«Purtroppo si. A Legnano sono squalificato.»
In quali altri Palii hai già definito accordi per correre?
«A Bientina, Castiglion Fiorentino, Feltre, Piancastagnaio e Castel del Piano. Poi ovviamente Asti, che come sempre chiuderà l'annata.»
Non hai dimenticato qualcosa in mezzo?
«Eh beh, certo. Ma a Siena sai come vanno le cose. Io ora come ora non sono in primissima fascia. Lì ci stanno quattro o cinque fantini che potranno decidere come muoversi. Poi in una delle restanti Contrade confido di trovare posto. Contatti con alcune dirigenze ne ho avuti.»

Torniamo alle nostre latitudini. Domenica scorsa eri ad Asti ma non hai gareggiato....
«Non era previsto nella circostanza che corressi. Così come non è detto che io sia al canapo domenica prossima per la riunione di Pian delle Fornaci....»
Conti di essere presente ad Asti a qualcuno dei prossimi appuntamenti allo stadio?
«Si, ho programmato di partecipare alla riunione di luglio.»
Tocchiamo un tasto dolente e delicato. Parliamo di squalifiche...
«Argomento difficile. Gli addetti ai lavori e non solo si stanno guardando intorno, sperando di trovare il modo di venirne fuori nel modo migliore. Ma al momento le prospettive sono tutt'altro che rosee, ci vorrebbe un'azione forte da parte delle amministrazioni comunali delle città in cui si svolgono gare di purosangue. Due anni di squalifica in ippodromo sono davvero tanti. Un danno economico ingente.»

In scuderia quanti esemplari hai in questo momento?
«Ho quattro purosangue di buona levatura tecnica ed alcuni mezzosangue. Somo messo benino.»
Parliamo un po' di Asti... Andiamo a ritroso e riviviamo il Palio 2014, una corsa nella quale tu eri favorito....
«In batteria tutto bene, il cavallo è andato forte e ho raggiunto la finale senza problemi, in pieno controllo. Anche al canapo il mio purosangue si è comportato bene. In finale la situazione ha invece preso tutta un'altra piega.»
Spiegati meglio...
«Il cavallo faticava ad avvicinarsi al canapo, c'era più confusione. Nove cavalli invece di sette, spazi ristretti e dopo tutta una serie di manovre per tentare di andare sotto quando il canapo è andato giù io sono rimasto lì. Sono partito ultimo e ho dovuto compiere una rimonta che non sono riuscito a completare per un soffio. Vedevo le altre accoppiate che giravano largo, la corsa non era velocissima. Ho deciso di buttarmi dentro scegliendo traiettorie interne, poi mi sono trovato sulla strada un paio di avversari che mi hanno parato, facendomi perdere tempo. Il palo d'arrivo è arrivato troppo presto e non mi è riuscito di superare Andrea (Mari, n.d.r.).»

Nel prossimo settembre correrai nuovamente col cavallo dell'anno passato?
«Gli intendimenti sono quelli. Vorrei riprovarci col cavallo del 2013 e 2014, ma mancano ancora più di quattro mesi alla corsa e tante cose potrebbero cambiare.»

Massimo Elia

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