Economia e lavoro
Asti

«Pronti al confronto, ma rispettando
gli accordi della convenzione»

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Articolo pubblicato il 24/02/2016 alle ore 08:54.
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L'assessore Marta Parodi ha illustrato in consiglio il piano commerciale
«Siamo pronti a confrontarci con gli operatori del Mercato Coperto, ma nel rispetto della convenzione esistente, valutando il computo metrico dei lavori effettuati al fine di una possibile revisione del canone d’affitto e tenendo conto del contesto economico odierno». L’assessore al commercio Marta Parodi replica così al Consorzio del Mercato Coperto rispetto alla modifica degli accordi stipulati, anni fa, sulla gestione dell’immobile. «Per noi, quel posto, deve restare il Mercato Coperto della città: siamo per la sua valorizzazione, ma le regole devono essere rispettate, altrimenti viene meno l’accordo e il rapporto con il soggetto gestore». Per quanto riguarda le tempistiche del bando di assegnazione dei posteggi vuoti, Parodi tranquillizza: «Adesso ci sono le condizioni normative per predisporre il bando di assegnazione. Ho già incaricato gli uffici di procedere, sicuramente entro la fine del 2016, anche se speriamo di averlo portato a termine già in autunno».

Sulla questione degli affitti, che gli operatori vorrebbero pagare direttamente alla Tesoreria, come avviene al Mercato Ortofrutticolo, anziché tramite il Consorzio, la faccenda è più complicata. «E’ una questione di cui si occupano il Patrimonio e la Ragioneria; se fosse possibile sarei disponibile a valutare anche questa parte, sebbene non sia il mio assessorato a decidere, ma ricordo che esiste una convenzione e un capitolato tra le parti: o lo si ridiscute tutto, o lo si applica. All’Ortofrutticolo i pagamenti diretti vengono fatti perché così è stato deciso dal principio; al Mercato Coperto gli accordi sono altri». Si tratta quindi di una partita aperta che porterà i soggetti interessati ad un confronto per stabilire se e come continuare l’esperienza del Mercato Coperto di Asti. Una partita sulla quale, però, si avvicina l’ombra di un’azione legale che gli operatori potrebbero intraprendere per scomputare definitivamente i costi degli stalli sfitti. E questo significherebbe scavare un solco tra le parti, controproducente per il dialogo che si cerca di portare avanti.

r.s.

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