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Procede il recupero de L'Inglese, purosangue amato da tutto il mondo del Palio

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Articolo pubblicato il 01/10/2014 alle ore 10:30.
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L'Inglese nel prato della clinica veterinaria dove è stato curato dopo l'incidente nella finale del Palio
C'è un cavallo, uno splendido purosangue, che negli ultimi quattro anni ha scritto pagine meravigliose nella storia del nostro Palio. E' un castrone baio di nove anni, che esordì in piazza Alfieri nel 2011 correndo per Baldichieri (fantino Martin Ballesteros) e conquistando la finale. L'anno successivo si rese protagonista di un'impresa eccezionale: magistralmente montato da Maurizio Farnetani trionfò per i colori di San Martino San Rocco, riportando il Drappo in un Comitato che attendeva la vittoria da 27 anni. Poi un anno contrastato, il 2013, quando non riuscì a superare la batteria per San Silvestro.

Il cavallo in questione è conosciuto nel panorama paliesco come L'Inglese (anche se il suo vero nome è un altro). Il risultato negativo dell'anno passato in piazza Alfieri non scoraggiò comunque gli estimatori del purosangue. Nonostante la mancata finale i proprietari dell'animale, un ristretto gruppo di amici, furono avvicinati con celerità dai responsabili della commissione corsa del Comitato Palio di San Secondo, che decisero di ingaggiare L'Inglese per la corsa 2014. Scelta condivisibile e, ci sia consentito, per nulla azzardata come alcuni ai tempi sostennero. Il Rettore Maurizio Bertolino e il suo Direttivo optarono poi per Dino Pes quale fantino, un "manico" affermato e tecnicamente assai abile, apprezzato preparatore e in grado di far rendere al massimo i cavalli da lui seguiti. Non è un caso che Occolè, il mezzosangue vincitore a Siena ad agosto per la Contrada della Civetta con la monta di Andrea Mari, fosse stato preparato per l'Assunta proprio da "Velluto" (soprannome di Pes).

Ad Asti Dino ha forse tribolato più del previsto per vincere la resistenza di "Bucefalo" e piazzarsi terzo nella seconda batteria, in quella che unanimemente è stata considerata una sorta di finale anticipata del nostro Palio. Superata l'eliminatoria, ostacolo sempre particolarmente ostico ad Asti, le quotazioni dell'Inglese per la vittoria finale sono lievitate in misura esponenziale. La malasorte però ci ha messo lo zampino e dopo un solo rettilineo, all'imbocco della prima curva, Dino Pes e il suo baio sono stati costretti ad alzare bandiera. A frenare il binomio del Santo un'invalicabile barriera venutasi a creare dopo il terribile impatto originato dallo scontro tra l'accoppiata di Baldichieri (dritto per dritto alla curva) e quella di Montechiaro (centrata in pieno).

Impossibile evitare la caduta per Dino e il suo purosangue. Il fantino cadeva, anzi volava, ma in quegli attimi l'animale si mostrava talmente intelligente da riuscire a limitare al massimo gli inevitabili danni fisici che avrebbe patito, quasi piegando e accucciandosi durante la caduta anziché andare al cozzo frontale con i cavalli che gli sbarravano la strada. Un impatto non frontale, ma laterale, che gli costava un taglio sopra l'attaccatura dell'anteriore destro. Istinto di conservazione abbinato ad una capacità intellettiva e reattiva eccezionale. Il timore immediato provato in pista e lo sgomento di tutto il popolo di San Secondo (e non solo) nell'assistere alla scena e alle sue possibili conseguenze sono però ben presto state fugate dalle cure prestate all'Inglese, che fin dalla sera stessa del Palio e poi il giorno successivo ha mostrato sensibili miglioramenti.

Sono passati dieci giorni giorni dal Palio: il cavallo si è ristabilito, accudito nei minimi particolari e in ogni sua esigenza in una clinica veterinaria della provincia torinese. La nostra gioia nel constatarlo è la stessa del Rettore Bertolino, della gente biancorossa e di tutti gli amanti del Palio, anche di altri colori, che dall'Inglese hanno ricevuto soddisfazioni indimenticabili. Ora il purosangue nel periodo autunno-invernale potrà riposare per poi ripresentarsi in pista nel 2015 e ritrovare poco alla volta la condizione ottimale. C'è stato errore umano nella circostanza, fuor di dubbio, e qualche sanzione in proposito potrebbe arrivare. Ma è troppo facile come hanno fatto alcuni nel dopocorsa sottolineare solamente le negatività dell'evento ed ipotizzare il peggio. L'Inglese sta bene e presto tornerà a correre e a vincere, per la gioia di tutti. Ma proprio di tutti.

Massimo Elia

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