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Preoccupazione a Mombercelli
per il futuro di Arespan e Grissitalia

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Articolo pubblicato il 29/04/2015 alle ore 07:00.
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L'Arespan di Mombercelli
Ad una settimana dagli eventi che nel giro di pochi giorni hanno falciato la dirigenza di due importanti aziende del territorio, Mombercelli è ancora attonita e guarda con preoccupazione al futuro. Da una parte c'è l'Arespan specializzata nella lavorazione del legno e nella produzione di pannelli il cui titolare, Aldo Aresca, 71 anni, è deceduto a seguito di un incidente sul lavoro. Dall'altra la Grissitalia impegnata nell'industria alimentare e facente capo alla famiglia Dagna. Il patriarca, Cesare anch'egli classe '44, è ora agli arresti domiciliari mentre i due figli, Massimo e Roberto, insieme Franco Aresca (direttore di uno degli stabilimenti dei Dagna) sono stati arrestati. Pesanti le accuse per frode fiscale. In entrambi i casi i dipendenti temono per il proprio posto di lavoro e attendono con trepidazione ulteriori sviluppi.

Una situazione che coinvolge un intero paese. In questo angolo della Valtiglione quasi tutte le famiglie hanno o hanno avuto un proprio componente impiegato in una delle due attività. «Se non lavori all'Arespan, è perché sei nello stabilimento di Grissitalia» si commentava in paese fino a non molto tempo fa. La situazione all'Arespan, in cui Aldo Aresca era uno dei soci, era delicata però già da tempo. Le difficoltà finanziarie qualche anno fa avevano portato ad un ritardo nel versamento degli stipendi a un punto tale da spingere i 130 dipendenti ad una vivace protesta davanti alla sede astigiana di tre istituti bancari. In quell'occasione, nel febbraio 2012, la richiesta era stata quella di ottenere per Arespan la liquidità necessaria per pagare i dipendenti e i fornitori, così da rispettare gli ordini acquisiti.

Col tempo l'azienda ha faticato a restare sul mercato, complice la difficile congiuntura economica, portando la dirigenza ad accettare un concordato preventivo. Nel frattempo, nel gennaio 2014 veniva creata la Bestply, con sede a Mombercelli e che vedeva coinvolto lo stesso Aresca. «Questa tragedia arriva in un momento in cui si sta cercando di risolvere i problemi economici dell'azienda. Un centinaio dei 130 dipendenti dell'Arespan sono stati assorbiti dalla Bestply -– spiega Pierluigi Guerrini della Uil di Asti -– gli accordi prevedevano che con il tempo e se le condizioni del mercato lo avessero permesso anche gli altri dipendenti rimasti all'Arespan sarebbero confluiti alla Bestply mentre chi aveva i requisiti si sarebbe agganciato alla pensione. Ora è tutto da vedere». Alla Bestply il lavoro è ripreso regolarmente mentre continua la cassa integrazione straordinaria per i lavoratori dell'Arespan. «L'Arespan è stata il fiore all'occhiello dell'economia astigiana per molti anni. Il lavoro di Aldo Aresca conosciuto e apprezzato. Stavamo tentando di dare una svolta. Ci auguriamo che tutto si possa risolvere senza ricadute sui lavoratori», conclude Guerrini.

Grissitalia
Le preoccupazioni non mancano poi neppure nello stabilimento di Grissitalia. A seguito degli arresti effettuati ai vertici dell'azienda, non pochi dipendenti temono ora per lo stipendio. «Ci hanno rassicurato sul pagamento delle mensilità future. Al momento lavoriamo tranquillamente, non abbiamo perso neppure un giorno» confida uno dei dipendenti della Grissitalia. Allo stesso tempo i sindacati monitorano la situazione. «Quanto è accaduto alla Grissitalia è grave – commenta Paolo Capra della Cgil di Asti – staremo a vedere cosa succederà nelle prossime settimane e saremo sempre a disposizione dei lavoratori. Ci auguriamo che le cose si risolvano per il meglio soprattutto perché ci risulta che l'azienda sia piuttosto solida». Si stima infatti che la Grissitalia, leader nella panificazione industriale, produca e distribuisca 49 mila tonnellate di pane fresco all'anno, oltre che grissini, pani morbidi e pane a lunga conservazione. I dipendenti del gruppo sono 350 e di questi una quarantina lavora su Mombercelli. Oltre allo stabilimento astigiano, la Grissitalia conta quello di Albisola Marina, Alessandria, Prato Sesia e Oricola.

Lucia Pignari

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