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Posta a giorni alterni,
dodici comuni fanno ricorso

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Articolo pubblicato il 24/10/2015 alle ore 07:00.
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Da sinistra Paolo Belluardo e Aldo Fara mentre firmano il ricorso
Calliano e Moncalvo i primi firmatari del ricorso al Tar per dire no alla corrispondenza a giorni alterni voluta da Poste Italiane. In tutto sono 41 i centri del Sud Piemonte che hanno deciso di mobilitarsi, supportati da Anci Piemonte. Sospendere in via cautelare e successivamente annullare, nel merito, la delibera con cui l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha autorizzato l'azienda ad attuare il recapito della corrispondenza a giorni alterni è l'obiettivo dell'istanza che sarà presentata innanzi al Tar del Lazio. Il provvedimento interessa dal 1° ottobre una prima fascia di territori che in Piemonte sono 90, di cui 23 nell'Astigiano e gli altri nell'Alessandrino e Cuneese coinvolgendo rinomate località turistiche, centri rurali o montani. Se la delibera che era stata sospesa fino a fine anno venisse interamente applicata, alla fine della terza fase (non prima di febbraio 2017) i centri italiani salirebbero complessivamente a 4.721 (pari al 25% della popolazione), di cui quasi la metà in Piemonte.

Il presidente Ballaré
«Le comunità coinvolte appartengono a paesi spesso di limitate dimensioni - sottolinea il presidente Anci, Andrea Ballarè - in cui le Poste non solo svolgono un ruolo essenziale, ma rappresentano ormai, per tante realtà, l'unico servizio ancora attivo. Essere riusciti a mettere insieme, in sole due settimane, 41 Comuni è un risultato importante. Non si tratta di una class action, ma di un preciso segnale a Poste Italiane: chi è abituato come noi sindaci ad amministrare, non dice no preconcetti. Ma sul piano di revisione postale non siamo mai stati sentiti e non abbiamo potuto discutere per cercare di rivedere logiche che non fossero unicamente industriali». Il ricorso è stato affidato agli avvocati Paolo Scaparone e Jacopo Gendre di Torino. L'Anci, per sostenere i Comuni, si accollerà il 50% delle spese legali. Ora l'opposizione ad Agcom, e nei confronti di Poste Italiane e Ministero dello sviluppo economico, si sposta a Roma.

Chi ha presentato ricorso
Dalla nostra provincia sono 12 i sindaci che hanno firmato il ricorso, ovvero quelli di: Calliano, Casorzo, Castagnole Monferrato, Cerro Tanaro, Grana, Moncalvo, Montemagno, Piovà Massaia, Robella, Rocchetta Tanaro, Scurzolengo e Tonco. Solo 9 dal Cuneese e ben 20 dall'Alessandrino peraltro tutti nell'area del Casalese. Nella delibera dell'Agcom, approvata quattro mesi fa, i legali Scaparone e Gendre ravvisano numerosi elementi di illegittimità.

Il commento di Forno
«I 1.043 comuni piemontesi sotto i 5mila abitanti - sottolinea l'astigiano Gianluca Forno, vice presidente e coordinatore regionale dei piccoli comuni e Unioni di Anci Piemonte - rappresentano circa il 20% di tutti i piccoli comuni italiani: anche per questo quello che parte dal Piemonte è un segnale di attenzione importante da parte della nostra associazione. Difendere gli interessi delle cosiddette aree interne (o extra urbane) equivale a tutelare i 2/3 del territorio e oltre 1/3 della popolazione italiana. Ciò premesso, l'Anci sarà sempre pronta a discutere seriamente di riorganizzazioni e razionalizzazioni e, al contempo, a schierarsi a fianco dei Comuni contro provvedimenti come questo».

Maurizio Sala

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