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Politeia: «Perchè non si parla più
dell’ospedale dei Boidi?»

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Articolo pubblicato il 14/12/2014 alle ore 07:00.
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Il cantiere dei Boidi allo stato attuale di avanzamento dei lavori
Che ne sarà del costruendo ospedale della Valle Belbo, ora che non sarà più un ospedale? In molti a Nizza si interrogano sul futuro della struttura, soprattutto dopo che, annunciati tagli e declassamenti per gli ospedali di Asti e Acqui Terme, il cantiere di regione Boidi sembra essere caduto nel dimenticatoio. E se da un lato il circolo culturale Politeia invita i cittadini all'azione, trovando formule di protesta per far sentire la propria voce in Regione, il sindaco nicese Flavio Pesce frena, dando come priorità la realizzazione di una proposta concreta da sottoporre all'assessore Saitta. «L'idea di costruire l'ospedale della Valle Belbo fu frutto di una serie di confronti e studi, al termine dei quali si decise di andare incontro alle esigenze sanitarie del nostro territorio -– spiega l'ex sindaco Maurizio Carcione -– Quelle esigenze sono immutate. In più, si mirava ad ampliare l'offerta per liberare l'ospedale di Asti, già intasato. Possibile che tutto questo sia stato cancellato con un colpo di spugna, nell'indifferenza generale?»

L'ex vicesindaco Sergio Perazzo, a sua volta socio di Politeia, si dice stupito di non aver visto, nelle recenti sedute consiliari dei comuni della zona, ordini del giorno a sostegno del presidio dei Boidi: «La nostra associazione è a disposizione per collaborare con chi vorrà intraprendere raccolte firme o assemblee pubbliche sul tema, pensiamo ce ne sia bisogno». Il sindaco Pesce ha in effetti partecipato alla mobilitazione, due settimane fa, nei pressi del Massaia di Asti, ma prospetta una soluzione più a lungo termine: «Le 3 aziende sanitarie, ovvero le Asl di Asti e Alessandria e l'Azienda Ospedaliera di Alessandria avevano già intrapreso nel passato un ragionamento di razionalizzazione dei primariati, e in quel caso non si pensava di trasferire tutto ad Alessandria. Partiamo da quelle basi per costruire una proposta per la Regione, se sarà necessario la sosterremo coinvolgendo la cittadinanza».

L'altra incognita sul costruendo presidio in regione Boidi riguarda secondo il primo cittadino di Nizza l'imminente scadenza del contratto con la ditta costruttrice: «Al 31 dicembre, se non ci sarà l'intera copertura finanziaria, l'impresa può rescindere il contratto. In quel caso, tra quanto già speso e i risarcimenti, lo spreco sarà stato di 20 milioni di euro. Il completamento dell'edificio richiederebbe invece la spesa di 30 milioni; inoltre, con uno stanziamento del genere, difficilmente il risultato sarebbe una costosa casa di riposo». Pesce precisa che, in base ai piani della Regione, la decisione sui contenuti del presidio dei Boidi sarà presa entro la fine del 2015. Secondo il Sindaco la situazione ha anche aspetti positivi: «Finora Asti ha sempre ignorato le necessità sanitarie della Valle Belbo, mentre ora si comincia a comprendere che la soluzione può essere raggiunta solo tenendo in considerazione le esigenze di tutti».

Fulvio Gatti

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