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Piemonte Barbera doc: rosso da tavola per tutti

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Articolo pubblicato il 20/01/2016 alle ore 10:00.
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Dino Scanavino e Alessandro Durando
Tornare a portare i riflettori sulla doc Piemonte Barbera, facendone l'atteso "rosso da tavola", di facile beva e di uso quotidiano, anche per i giovani. È questo l'ambizioso progetto della CIA astigiana, presentato dal suo presidente Alessandro Durando: «Lo spunto è nato nel corso della recente manifestazione "Vigne Aperte" ad Agliano Terme, durante la quale, per ogni vino, venivano raccontare le molte scelte a monte, nel vigneto, da parte di chi produce le uve.

È stato l'enologo Giuliano Noè a proporre l'idea di fare chiarezza rispetto alla Piemonte Barbera: sotto questa etichetta, oggi, puoi infatti trovare vini dalle caratteristiche molto diverse tra loro, da 12 oppure da 14 gradi, cosa che rende difficile una riconoscibilità sul mercato. Vogliamo ripartire, insomma, dalla tradizione». Partner d'eccezione la Cantina Sociale di Vinchio e Vaglio Serra, ma l'iniziativa può vantare anche l'adesione da parte del Consorzio "Barbera d'Asti e vini del Monferrato".

L'obiettivo è occupare una ben precisa fascia di mercato con un prodotto riconoscibile: un vino fruttato, fresco, beverino, di grado alcolico contenuto e di prezzo accessibile a tutti. Prosegue Durando: «I grandi vini del nostro territorio rimangono la Barbera d'Asti e la Barbera d'Asti Superiore, e ora anche il Nizza. Ma sappiamo, anche tramite il punto vendita della Cantina di Vinchio e Vaglio, che i consumatori cercano vino da tavola. Con il Piemonte Barbera siamo in grado di fornirlo nella maniera migliore. Collocandoci nella fascia di mercato, ci mettiamo anche in condizione di produrre reddito. Tante aziende agricole vivono sul vitigno Barbera ed è doveroso farlo crescere. Per questo abbiamo invitato anche le altre cantine sociali, puntando a fare massa critica. Ma se non abbiamo le idee chiare noi, saranno altri a fare il prezzo, e otterremo i noti problemi di prezzo delle uve».

L'orizzonte è a breve termine: dopo una prima degustazione in conferenza stampa venerdì, la presentazione ufficiale è prevista a marzo al Vinitaly. Tra i destinatari finali, il presidente astigiano della CIA non esclude i giovani, con l'ipotesi di aperitivi a base di Piemonte Barbera. A livello produttivo, Durando pensa inoltre a un progetto di territorio: «Se riuscissimo, tutti insieme, a fare squadra nel nome del Piemonte Barbera, riusciremmo a evitare che ci vengano calate dall'alto le politiche di mercato. Insomma, sarebbe un successo per tutti».

Fulvio Gatti

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