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Piazza d’Armi punta al “social”
32 milioni per riqualificare la zona est

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Articolo pubblicato il 16/10/2012 alle ore 07:00.
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Una foto aerea di piazza d'Armi, interessata dal progetto di riqualificazione (foto Bing Maps)
E’ un progetto che vale quasi 32 milioni di euro quello che l’amministrazione vuole realizzare partecipando al bando “Piano nazionale per le città” indetto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Un progetto che, se finanziato, cambierà radicalmente l’immagine di piazza d’Armi e dei quartieri limitrofi portando servizi ai cittadini, una nuova palestra che può ospitare 1200 persone, piste ciclabili, un grande parcheggio, alloggi di social housing, aree verdi, giochi per i bambini, nuovi collegamenti fognari e un incremento del trasporto pubblico urbano. Il Piano città riprende, almeno in parte, l’intervento già iniziato quasi 10 anni fa dall’iniziativa urbanistica del Contratto di quartiere II ma viene aggiornato alle esigenze dei nostri giorni in particolare per far fronte alla carenza di alloggi a canone agevolato. Fu l’allora assessore all’Urbanistica Fabrizio Brignolo a credere per primo nelle potenzialità dei Cdq II e oggi riprende quell’esperienza per trasformare un’area della città abitata da quasi 14mila persone (di cui il 30% disoccupati) e dove sono concentrate circa la metà delle situazioni familiari seguite dai Servizi Sociali.

La nuova palestra, che costerà da sola 4 milioni di euro, servirà anche a sopperire alla carenza di impianti sportivi cittadini e sarà adoperata dai bambini delle scuole ma anche per fare attività sociali oltre ad ospitare, di tanto in tanto, eventi di vario genere. Gli interventi di social housing saranno interamente finanziati da privati e cofinanziati dal bando: saranno costruiti 72 appartamenti più altri 24 da locare a canone agevolato. Questo progetto si rivolge prevalentemente alle famiglie che non possono permettersi un affitto, la cosiddetta “zona grigia” costituita da persone che hanno un reddito insufficiente ad affittare una casa sul libero mercato o ad accendere un mutuo prima casa. Sempre sul fronte del sociale è prevista la realizzazione di 10 orti urbani da concedere agli anziani che ne faranno richiesta e l’apertura di servizi per l’infanzia, come dei nidi “condominiali” dedicati ai residenti degli alloggi “sociali”.

Dal punto di vista urbanistico ci sarà la costruzione di una rotonda tra via Antico Ippodromo e via delle Corse e la creazione di una pista ciclabile intorno al perimetro di piazza d’Armi che si collegherà alla rete ciclabile già presente nella zona. «Il Piano città ci dà la possibilità di allargare gli interventi di riqualificazione e abbiamo identificato viale Pilone come l’asse che dev’essere maggiormente valorizzato - spiega l’assessore all’Urbanistica Davide Arri - E’ un viale alberato che ricorda molto la “rambla” di Barcellona e la cui peculiarità, la pista ciclabile centrale, sarà totalmente riqualificata». La mappa dei lavori è piuttosto ampia e comprende anche parte del quartiere Praia, via Monti, corso Palestro, via Antica Cittadella, corso Ferraris, corso Genova e corso Alessandria (con relative traverse). Nel parco Caduti del Lavoro (vicino alle Ferriere Ercole) ci sarà un ulteriore intervento di riqualificazione volto a risolvere le criticità strutturali ma anche a dare più sicurezza e fruibilità all’intera zona.

Molto corposa è la parte che interessa le scuole Pascoli, Baracca, Gramsci, Jona, la materna Collodi, Ferraris e Lina Borgo che saranno oggetto di interventi di ammodernamento e, in alcuni casi, di installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica. Ulteriori lavori sono previsti anche negli asili nido Panda e Rondine e a favore della scuola elementare San Domenico Savio. In accoglimento di quanto già suggerito in Consiglio comunale da Mariangela Cotto (Noi per Asti) attraverso il bando ci saranno contributi per i privati che intendono togliere le barriere architettoniche dai palazzi e installare ascensori per agevolare la mobilità delle persone anziane o invalide. L’investimento complessivo del Piano città è di 31.994.091 euro di cui 19.325.516 chiesti come finanziamento, 2.100.000 erogati dal Comune e ulteriori 10.568.575 finanziati dai privati. Ovviamente si tratta di un bando che il Comune spera di vincere per ottenere il massimo dei fondi ma, se così non fosse o se arrivassero solo parte dei soldi richiesti, l’amministrazione intende realizzare l’intero progetto urbanistico in altro modo, magari investendo l’intera cifra di tasca propria ma un po’ per volta.

«Adesso abbiamo un’idea chiara su quello che è necessario fare in un pezzo di città - spiega il sindaco Brignolo - Se arriveranno i finanziamenti bene, altrimenti cercheremo di volta in volta di far fronte al piano con le nostre forze». Anche il vice sindaco Arri confida nella riuscita del bando che identifica come «un progetto di rigenerazione urbana volto anche a controbilanciare tutti gli interventi nella zona sud/ovest finanziati dal PISU». Per l’assessore allo Sport Marta Parodi si tratta di «un’opportunità importantissima per lo sport perché così diminuiranno le emergenze strutturali della città» mentre per l’assessore ai Lavori Pubblici Maria Bagnadentro «si cerca di dare delle risposte rapide non solo sul fronte dell’emergenza abitativa tramite il social housing ma anche per aumentare il benessere delle persone. Questa proposta - aggiunge - sarà poi da limare e ci sarà una fase di confronto con tutti i soggetti interessati ma i primi interventi dovrebbero concludersi a settembre 2013, l’intero piano a dicembre 2015».

Piero Vercelli, assessore ai Servizi Sociali, loda «la sinergia con la quale hanno lavorato gli assessorati» e puntualizza una peculiarità del social housing «che non si limita solo a dare un alloggio a qualcuno perché non ci interessa parcheggiare delle persone in appartamenti. Quello che dobbiamo fare è arginare le problematiche sociali di oggi e creare servizi che migliorino la vita della gente». Alla preparazione del progetto hanno lavorato i tecnici del Comune, i dirigenti Scaramozzino e De Marchis, il Politecnico di Torino, e i tecnici che hanno predisposto il progetto degli alloggi di edilizia sociale CELA, Pentagramma Piemonte Spa e Scassa.

Riccardo Santagati
Twitter: @riccardosantaga

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