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Per il calcio è sempre prima repubblica,
ma per fortuna ci sono Cinaglio e Settime

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Articolo pubblicato il 28/10/2014 alle ore 10:15.
Per il calcio è sempre prima repubblica,<br/>ma per fortuna ci sono Cinaglio e Settime
Negli anni della prima repubblica queste erano le settimane dei “governi balneari”, arzigogolate alleanze in cui accadeva di tutto e di più. Nel mondo del calcio la prima repubblica non è mai finita come dimostra ampiamente l’impresentabile vicenda dell’elezione del presidente federale che, ben sostenuto dai cosiddetti poteri forti e da tutti i genuflessi e mangiabanane (quelli veri) che questo mondo popolano impuniti da decenni, ha immediatamente dato corso ad una serie di misure per certi versi incredibili tipo quelle sui cori razzisti che, come era stato ben preannunciato dalle sue orazioni programmatiche, non saranno più puniti. L’acme, cosi Tavecchio non capisce di che si tratta, si è toccato con la nomina del nuovo ct che, in un paese con le pezze al sedere come il nostro, ha siglato un contratto che vale circa dieci volte i tanto criticati emolumenti dei parlamentari, il che la dice lunga su quali siano le vere priorità degli italiani.

Mentre si perpetrava questa tragicommedia, si è consumato in una sperduta landa trentina l’ultimo atto della stagione tamburellistica nazionale con una noiosissima finale (passata in tv dove pare si siano addormentati persino gli operatori, o per meglio dire l’operatore, visto che per riprendere un campo di 80 metri di lunghezza c’era una sola telecamera) dove il primattore è stato un giovanotto che di nome fa Teli e che era già una stella a metà degli anni ’80. Anche qui, dunque, largo ai giovani, in attesa che il movimento si affossi definitivamente per far largo allo spettacolare tambu indoor che si dice abbia fatto registrare uno stellare deficit agli ultimi “mondiali” giocati, guarda caso, sempre nel nord ovest d’Italia.

Proviamo a rincuorarci con qualche buona notizia che sempre dal tamburello ci viene, e ci riferiamo alla promozione del Cinaglio in serie A, squadra “contro” che corona meritatamente un sogno dopo aver vinto il titolo italiano di B, e alle ragazze dell’Alegra Settime che, dopo aver perso per un soffio lo scudetto, hanno conquistato la Coppa Italia. Sempre in fuga il Bubbio nella pallapugno di serie B, mentre qualche disavventura acquatica è toccata ad Alice Franco e Mihaela Bat, che siamo convinti si riprenderanno presto. In chiusura, e con colpevole ritardo, un pensiero per Giancarlo Vacchina, che se n’è andato giorni or sono. E’ stato uno degli idoli del basket astigiano al tempo dei pionieri. Fromboliere di grandissime qualità di Libertas, Astense, Saclà e Vigevano, ha rappresentato per molti ragazzi dell’epoca un mito da imitare. Au revoir, bomber.

Paolo Monticone

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