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Campi nomadi, sicurezza, urbanistica: parla Giaccone

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Articolo pubblicato il 24/07/2017 alle ore 08:25.
«Per chiudere i campi nomadi valutiamo esempi di altre città» 3
L'assessore Andrea Giaccone

Urbanistica, edilizia privata, sicurezza, polizia municipale e sistemi informativi: sono queste le numerose deleghe affidate dal sindaco Maurizio Rasero al neo assessore Andrea Giaccone.

Segretario provinciale della Lega Nord astigiana, architetto, Giaccone si è messo subito al lavoro per analizzare la situazione esistente ben consapevole che, soprattutto sul fronte della sicurezza, i cittadini hanno grandi aspettative rispetto a quanto promesso in campagna elettorale.

Una delega non semplice quella alla sicurezza dopo una campagna elettorale molto accesa sul tema. Come intende procedere?

Il peggioramento della sicurezza in città non è stata solo colpa di Brignolo, che comunque non ha fatto molto a riguardo, ma è anche colpa delle politiche operate dal governo nazionale, senza controlli alle frontiere e senza mettere un freno ai flussi migratori. Anche sulla sicurezza, come in molti altri settori, alla fine a pagare il prezzo sono i comuni e i cittadini. Per quanto ci riguarda chiederemo al Prefetto il numero esatto dei profughi, la loro localizzazione e chi li stia ospitando al fine di mandare, se occorre, eventuali controlli. I profughi che vivono qua devono avere la possibilità di contribuire alla comunità che li ospita, ad esempio sfalciando i prati o facendo altri lavoretti, ma è necessario interfacciarsi con le normative e non è sempre facile.

L’eccessivo numero di profughi presenti sul territorio è stato più volte denunciato dalla Lega Nord, ma c’è il problema dei campi nomadi, che secondo il programma dovranno essere chiusi. Il Movimento 5 Stelle ha fatto partire un counter virtuale con il quale calcolerà i giorni che ci metterete a farlo. Cosa risponde?

Consiglio ai Cinque Stelle di guardare i disastri che stanno facendo a Roma, compresa la loro politica sui campi nomadi. Sul programma abbiamo il superamento dei campi nomadi e, a proposito, c’è anche una delibera votata in Consiglio comunale. Stiamo studiando in giro per l’Italia esempi virtuosi di sindaci che avevano lo stesso problema e che l’hanno risolto. Asti, in Piemonte, ha il record di nomadi rispetto alla popolazione, seconda solo a Torino. Sono già stato in via Guerra per rendermi conto della situazione che presenta diverse criticità: di ordine pubblico, sociale, di violazione delle regole di buona convivenza e di costi per la collettività relativamente ad acqua e rifiuti.

Quindi cosa intendete fare in concreto?

In attesa di valutare come agire, inizieremo ad installare due telecamere a lettura di targhe sia in via Guerra sia sulla rotonda tra quest’ultima e corso Alessandria. Poi, come già succede, una pattuglia della polizia municipale sarà al campo settimanalmente per interfacciarsi con i nomadi e segnalare le criticità.

Mercoledì mattina hanno sgomberato la palazzina occupata di strada Fortino. Le occupazioni, collegate ai casi di emergenza abitativa, sono un altro problema di Asti.

E’ un bene che sia avvenuto lo sgombero in strada Fortino perché si è interrotta una situazione di illegalità che andava avanti da anni. Nel programma condiviso con la coalizione è scritto chiaramente che siamo per il ripristino della legalità sul caso delle occupazioni abusive e che vogliamo intervenire in tutti i posti dove si sono create. E’ un processo complesso che vede attori anche le forze dell’ordine e i servizi sociali, ma se si instaurano situazioni di questo tipo, per anni, il rischio è che diventino sempre più frequenti.

Ci sono altri progetti che intende mettere in atto sulla sicurezza?

In piazza del Palio gli agenti della polizia municipale stanno intensificando i controlli preventivi e lì vorremmo creare un presidio fisso. Poi stiamo lavorando sulla possibile estensione del Daspo urbano, oggi fattibile solo in zone come la stazione, il Movicentro e le fermate del bus. Implementeremo il patto di controllo di vicinato, ma in tema di sicurezza occorre ragionare anche su un nuovo sistema di cooperazione tra volontariato e associazioni. Mi viene in mente quello che era stato previsto dal decreto Maroni sulle “ronde” che, attenzione, le chiamiamo così per comodità, ma sarebbero controlli su strada organizzati con associazioni, come quelle di ex carabinieri o ex poliziotti, coordinati dalla Prefettura e nella piena legalità. Poi faremo un bando per assumere nuovi agenti della polizia municipale, e questo già entro la fine dell’anno.

L’urbanistica è il governo della città che verrà in futuro e che deve fare i conti con una maggiore sensibilità dei cittadini verso il consumo di suolo, grandi contenitori vuoti e recupero dal patrimonio edilizio esistente. Da architetto come vede la situazione di Asti?

Il tema del consumo di suolo è importante, ma il “consumo zero” mi sembra più uno slogan che una via effettivamente percorribile. Di certo bisogna recuperare i contenitori vuoti mentre non ha più senso edificare grandi insediamenti di edilizia abitativa come negli anni ‘60 quando si è verificato un boom della popolazione. E’ sicuro che metteremo mano al Piano regolatore.

Brignolo, prima di essere eletto sindaco, disse che avrebbe fatto ripartire il recupero degli immobili Asl in tempi celeri. Tutto è rimasto più o meno come cinque anni fa. Non temete che anche per voi sarà lo stesso?

Sono convinto che sia necessario interfacciarsi con i privati per creare le condizioni necessarie a piani di recupero sostenibili. Sull’ex maternità, tenuto conto dell’errore iniziale di aver tentato di vendere in un solo pacchetto tutti gli immobili dismessi, c’è da riflettere seriamente: un’area così di pregio, davanti a un parco, come mai non interessa a nessuno? Non ci saranno sopra dei vincoli spropositati? Sull’ex ospedale, ma qui parlo a titolo personale, vedo bene la riqualificazione della parte storica e l’abbassamento della parte nuova di fronte ai giardini. Comunque si tratta di una zona di città che va vista con estrema attenzione.

Ci sono altri progetti che vuole far partire sul settore dell’urbanistica?

Entro l’anno vorrei terminare la registrazione digitale delle pratiche e poi eseguire la scansione delle stesse. Sui sistemi digitali vorrei puntare alto nell’ottica di una città sempre più smart con la condivisone dati tra Comune, Asl e Asp.

Lei è favorevole alla costruzione della nuova tangenziale?

Non c’è dubbio che serva una strada con assi di collegamento con le vie cittadine, ma il progetto lungo Borbore non mi convince anche perché i fiumi andrebbero fruiti in altro modo rispetto a metterci delle strade.

Riccardo Santagati

Tags: intervista,sicurezza,asti,lega nord,Andrea Giaccone

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