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PD: oggi si elegge il nuovo coordinatore di Asti

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Articolo pubblicato il 21/10/2017 alle ore 08:13.
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PD: oggi si elegge il nuovo coordinatore di Asti

Anche nella sede astigiana del PD sono stati festeggiati i 10 anni dalla fondazione, avvenuta il 14 ottobre 2007. Alla nascita erano presenti diversi politici astigiani, tra cui la consigliera regionale e comunale Angela Motta e l’ex presidente del Consiglio comunale Maria Ferlisi. A ricordare quei primi giorni è anche l’ex coordinatore cittadino Carlo Gentile che si è dimesso, insieme all’ex segretario provinciale Giovanna Beccuti, dopo la sconfitta elettorale di giugno e il risultato, in percentuale molto basso, ottenuto a livello locale.

«Quel giorno io ero tra i delegati - ricorda Gentile - diverse voci mettevano in dubbio la durata del progetto: “non ce la faremo a superare il secondo anno” dicevano in molti. A distanza di dieci anni eccoci ancora qui». La consigliera Ferlisi, che ha coordinatore il PD cittadino negli ultimi mesi, traghettandolo al congresso in programma oggi, sabato, commenta: «Se qualcuno dice che il PD è un progetto incompiuto rispondiamo che la società è sempre in divenire, e per sua natura incompiuta. Dieci anni fa il mondo era diverso da oggi, ma noi cercheremo di ripensare in chiave nuova le sfide del futuro».

Le elezioni del coordinamento cittadino si svolgeranno dalle 14.30 alle 20 e potranno votare gli iscritti del 2016 e del 2017 che hanno rinnovato la tessera entro il 25 settembre. Le candidature per diventare coordinatore del circolo di Asti potranno essere presentate fino a mezz’ora prima del voto, ma ad oggi sono state ufficializzate solo quelle di Mario Mortara, di ala renziana, e del giovane Andrea Giarrizzo, vicino a Orlando. «La volontà di tutti è quella di ripartire dopo il deludente risultato ottenuto alle amministrative - continua Maria Ferlisi - La parola d’ordine è condivisione dicendo basta a personalismi di qualsiasi genere». E se Mario Mortara potrebbe diventare il nuovo coordinatore del PD di Asti, stando ai numeri che la maggioranza renziana ha dalla sua parte, Giarrizzo, uscito con 126 preferenze alle elezioni comunali e segretario provinciale dei Giovani Democratici, punta all’idea di rinnovamento chiesta da molti tesserati.

«La candidatura nasce dalla richiesta di molti e molte che condividono con me la volontà di un forte rinnovamento del PD locale, per riportarlo a parlare con i cittadini e trattare temi che fanno parte dell’identità di questo partito - spiega - Nell’ottica di un vero rinnovamento generazionale del partito, auspico che la mia elezione possa riavvicinare non solo i giovani e gli studenti alla politica, ma anche i lavoratori e le parti sociali che si sono allontanati dalle nostri sedi da anni svuotate per mancanza di tavoli e progettazione in grado di coinvolgerli su politiche locali e nazionali». Dopo la sconfitta di giugno c’è chi preso le distanze dal PD astigiano, anche tra gli ex consiglieri comunali, preferendo prendersi una pausa di riflessione. Non è servito neanche trovare un nuovo segretario provinciale di garanzia, condiviso tra le parti, a riaccendere l’entusiasmo di una volta.

Il futuro segretario, Giuseppe “Pino” Goria, fino a pochi giorni fa segretario generale del Comune, dovrà essere eletto il 25 ottobre da 40 delegati usciti dai congressi territoriali, ma la sua nomina pare scontata essendo l’unico in corsa per la carica. Di certo delusa per lo stato in cui versa il PD astigiano è Francesca Ferraris, fino a poco tempo fa presidente dell’assemblea provinciale e anch’essa presente nel 2007 alla nascita del Partito Democratico. «Non ho rinnovato la tessera del PD e non andrò a votare perché la situazione è davvero desolante e, nonostante il forte segnale dato dagli elettori astigiani, non c’è stato alcun segno di apertura da parte di chi non ha nessuna reale volontà di dialogare».

Ferraris fu una delle poche persone a denunciare, in tempi non sospetti, un crescente malcontento della base rispetto a scelte prese dal PD astigiano, tra cui l’ingresso dell’ex sindaco Brignolo nel CdA della Cassa. «Chi sollevò critiche o segnalò problemi venne tacciato come gufo, ma i risultati si sono visti. Credo che l’unità del partito sia ormai una bandiera tirata fuori a casaccio. Nel 2007 ero entusiasta di questo progetto con molte speranze, oggi non più».

Riccardo Santagati

Tags: Partito Democratico,asti,pd

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