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“Paperoni” e disoccupazione zero: ecco Grazzano

Nel territorio grazzanese non è presente nessuna industria ma si contano sei cantine e diverse strutture ricettive, tra ristoranti e agriturismi

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Articolo pubblicato il 20/04/2016 alle ore 15:50.
Veduta aerea di Grazzano Badoglio
Veduta aerea di Grazzano Badoglio

Imprenditori locali di successo, professionisti (anche stranieri) che la scelgono come residenza, disoccupazione azzerata. Sono forse questi i segreti che hanno fatto del paese patria di Aleramo il paese più ricco dell’intera provincia. Questo in base ai dati forniti da "Il Sole-24 Ore" in base ai redditi delle dichiarazioni 2015, diffusi nei giorni scorsi dal ministero dell’Economia. Un risultato che, peraltro, conferma già quello che si era registrato l’anno precedente, con Grazzano sempre a svettare sul "grappolo" del territorio astigiano con un ulteriore incremento. L’ultima statistica indica come 33 mila 416,37 euro pro capite dei 482 cittadini ad aver presentato una dichiarazione (su un totale di poco più di 600 residenti). Numeri importanti se confrontati, ad esempio, con quelli della vicina Moncalvo, dove la media del reddito dichiarato si ferma a 22 mila 746 euro, anche se la popolazione è quasi cinque volte tanto.

Nel paese che ha dato i natali al Maresciallo d’Italia e che domenica si è vestito a festa in occasione di "Golosaria", i "Paperoni" sono dodici, ovvero tanti quanti sono i contribuenti ad avere una dichiarazione che supera i 75 mila euro. Due in più i concittadini (14) il cui reddito nel 2015 è stato tra 55 e 75 mila euro (pari al 2,9%). Percentuale che diventa in doppia cifra negli altri scaglioni che sale in progressione passando dal 17% nella fascia tra 26 e 55 mila (82), per andare al 28% tra 15 e 16 mila (135) e quasi raddoppiare per coloro il cui reddito risulta inferiore a 15 mila euro (239). Soddisfatta la prima cittadina Rosaria Lunghi Bonino che commenta: «Fa piacere scoprire di essere il paese più ricco, ma voglio credere di essere anche il più onesto. Sarebbe un ulteriore valore aggiunto per la comunità». Gioca a favore della capitale del tamburello a muro il fatto di essere numericamente piccola e, dunque, risulta facile alzare la media rispetto a realtà più grandi.

«E’ un punto di orgoglio soprattutto sapere che praticamente tutti i residenti hanno un’occupazione», rimarca il sindaco. Nel territorio grazzanese non è presente nessuna industria ma si contano sei cantine e diverse strutture ricettive, tra ristoranti, agriturismi, bad & breakfast. Realtà che assicurano redditività e fanno da volano per far conoscere il paese che per alcuni turisti si è trasformato in un "buen ritiro". Vi hanno così stabilito la propria residenza alcuni professionisti ed imprenditori la cui fortuna è oltre Grazzano ed il Monferrato. «E’ una scelta che ci onora sapere che persone sicuramente abbienti, la cui professione ha portato in diverse parti del mondo, abbiano preso casa proprio a Grazzano». conclude Rosaria Lunghi, aggiungendo che «la bellezza che offre il nostro panorama non ha prezzo e nessun costo per qui ci vive». L’altra capacità reddituale dei residenti risulta anche un vantaggio per le casse pubbliche ed indirettamente per tutti i contribuenti grazzanesi la cui addizionale comunale Irpef è ferma allo 0,3% dopo che era stata introdotta solo da un paio d’anni. Addizionale che non viene richiesta a coloro il cui reddito è inferiore ai 15 mila euro.

Maurizio Sala

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