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Pap test addio, da dicembre
con l'Hpv prevenzione più efficace

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Articolo pubblicato il 11/11/2014 alle ore 07:00.
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Pap test addio, da dicembrecon l'Hpv prevenzione più efficace
C’è un’importante novità per le donne astigiane con età compresa fra i 30 e i 64 anni: da dicembre verrà gradualmente introdotta una nuova metodica di prevenzione dei tumori del collo dell’utero. Dopo anni di consolidata routine del Pap test effettuato attraverso il programma Prevenzione Serena, il Piemonte è fra le prime regioni italiane a deliberare il progressivo passaggio al test Hpv, come test primario per lo screening. Una decisione presa sulla base della ricerca scientifica che ha dimostrato come lo screening con test Hpv sia più efficace di quello basato sul Pat test in quanto consente di individuare con maggiore anticipo eventuali lesioni pretumorali. «L’Hpv infatti - spiega la dottoressa Tiziana Miroglio responsabile per l’Asl di Asti di Prevenzione Serena - mette in evidenza la presenza del virus mentre il Pap test rileva le lesioni dovute alla persistenza del virus».

Con il nuovo test, quindi, si anticipa ulteriormente la rilevazione del virus facendo un grande passo avanti nella prevenzione del tumore del collo dell’utero. Identico il metodo di prelievo del campione così come avviene già oggi per il Pat test, per le donne non cambia nulla, se non l’intervallo di tempo che intercorre fra un test e l’altro. Oggi il Pap test viene ripetuto ogni tre anni, mentre l’Hpv sarà ripetuto ogni cinque. «Questo perchè - sottolinea la dottoressa Miroglio - è stato accertato che l’Hpv ogni 5 anni offre una protezione doppia rispetto al Pat test ripetuto ogni tre». Nello screening con il Pap test (citologia), alcune cellule prelevate dal collo dell’utero vengono esaminate al microscopio.

Nello screening con test Hpv il materiale prelevato viene sottoposto ad analisi molecolare per rilevare l’eventuale presenza del Dna dei ceppi di Hpv ad alto rischio per lo sviluppo del tumore del collo dell’utero. Per andare a regime, il nuovo sistema di prevenzione ci metterà cinque anni. A partire da dicembre verranno chiamate le prime donne per effettuare l’Hpv; a scegliere i loro nomi sarà un programma informatico che si basa sulla casualità, per rispettare un criterio di equità. Questo non deve preoccupare chi verrà esclusa, perchè si continueranno ad effettuare i richiami di Pap test fino al rodaggio completo del sistema, senza lasciare nessuna donna “scoperta” dalla prevenzione. Discorso diverso per le donne più giovani, quelle comprese fra i 25 e i 29 anni per le quali la ricerca ha dimostrato che il Pap test rimane la metodica di screening più adatta ed efficace; raggiunto il trentesimo anno di età anche loro entreranno nello schema Hpv.

Sicuramente, da qui ai prossimi cinque anni, saranno chiamate per l’Hpv tutte le donne sopra i 60 anni di età, per consentire loro di “uscire” dal programma di Prevenzione Serena con almeno un test di nuova generazione eseguito. Mediamente, ogni anno sono circa 18 mila le donne astigiane invitate da Prevenzione Serena ad effettuare il Pap test e di queste sono circa 1700 le giovani fra i 25 e i 30 anni. L’Hpv consentirà, rispetto al Pap test, di ridurre l’incidenza del tumore alla cervice uterina del 90%.

Daniela Peira

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