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Palio, Murtas: «Spero mi venga data possibilità di correre a Siena»

“Grandine” è motivato ed in cerca di rilancio

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Articolo pubblicato il 18/05/2016 alle ore 10:14.
Palio, Murtas: «Spero mi venga data possibilità di correre a Siena» 2
Murtas in piazza Alfieri con i colori della Cattedrale

Il suo ingresso nel panorama paliesco delle monte era avvenuto in grande stile, poichè le doti tecniche da lui messe in mostra non erano certo passate inosservate. Stiamo parlando di Sebastiano Murtas, detto Grandine, fantino che ultimamente non sta vivendo un momento particolarmente felice della sua carriera. Murtas non ha al momento ingaggio nel nostro Palio ed anche a Ferrara, dove soltanto due anni addietro regalò il trionfo a San Paolo nel 2016 non ha trovato spazio.

Sebastiano, verrebbe da pensare che Capitani di Contrada, Rettori o chi ricopre incarichi di eguale importanza, abbia perduto la fiducia in te. Tu quale spiegazione ti dai?
«Bella domanda, alla quale però io non so dare una risposta. Ho sempre cercato di dare il meglio di me stesso in ogni corsa disputata. Adesso è un momento così. Forse se tu lo chiedessi ai dirigenti saprebbero trovarti una motivazione.

Cominciamo da Asti. Fino al 2013 tutto bene. Poi?
«Poi la Cattedrale, Rione per il quale avevo corso per tre anni, ha cambiato dirigenza e i nuovi hanno preferito operare altre scelte. Nulla da dire, per carità. Erano liberi di farlo. Però mi è dispiaciuto molto uscire da quell’ambiente.»

A Ferrara invece come è andata?
«Tante le analogie con quanto è successo ad Asti alla Cattedrale. Nel 2014 ho vinto un grande Palio per San Paolo e l’anno successivo mi sono piazzato terzo. Ottimi riscontri. Nonostante questo mi sono sentito dire che nel 2016 non avrei montato per loro.»

Quali spiegazioni ti hanno dato?
«Loro come cavallo avevano deciso di puntare su Rijahid, un forte mezzosangue allenato e di proprietà di Francesco Carìa che lo monterà a Ferrara il 29 maggio.»

Sempre il 29 maggio si corre a Legnano con i “puri”. Lì non avevi qualche aggancio?
«Ho corso soltanto una volta a Legnano. Poi, vista la contemporaneità con Ferrara, ho preferito dedicarmi al Palio della città emiliana. I contatti con Legnano li ho un po’ persi.»

Domenica c’è Fucecchio...
«Beh, teoricamente lì potrei anche montare. In settimana c’è la “tratta” e non tutte le Contrade hanno deciso il fantino con cui correranno. Sarà difficile, ma una piccola speranza di essere in pista a Fucecchio ce l’ho ancora.»

In quali altri Palii, al momento, hai ingaggio?
«Correrò sicuramente a Bientina, dove indosserò il giubbetto di Quattro Strade. Mi hanno già presentato ufficialmente, non è più un segreto il mio impegno con loro. E poi....»

E poi?
«E poi c’è sempre Siena. Io concentrerò tutti i miei sforzi per riuscire a trovare un posto. I contatti con alcune dirigenze li ho avuti, spero che la situazione si sviluppi in maniera positiva. Il Palio di Siena, che si corre nella citta dove vivo e lavoro, costituisce il mio principale obiettivo della stagione.»

Parliamo un po’ della tua scuderia. Quali soggetti hai a Pian delle Fornaci?
«Al momento ho due cavalli di mia proprietà: Jack Russel, un purosangue, e Su Dillu, un anglo-arabo sul quale ripongo grandi speranze.»

Oltre all’obiettivo di montare a Siena, quali sono gli altri traguardi che vorresti raggiungere nella stagione?
«Ho una grande fame di vittoria. Prenderò parte ancora ad alcuni appuntamenti in provincia dove cercherò di mettermi in luce. Mociano, Monticiano....»

Ultima domanda: qual è al momento il tuo stato d’animo? Fiducioso, arrabbiato, abbattuto.
«Beh, dentro ho una rabbia grandissima. Perchè so che se me ne venisse data l’opportunità potrei dimostrare il mio valore. Ma la rabbia me la tengo dentro. Per il resto continuerò ad allenarmi con serietà e professionalità, come ho sempre fatto. Voglio farmi trovare pronto quando arriverà una chiamata. E se ne avrò l’occasione, non fallirò.»

Mai pensato di andare a correre qualche Palio in Sardegna, nella tua terra? Ricordiamo che Murtas, classe 1990, è nato a Ghilarza in provincia di Oristano, ma il suo paese d’origine è Santu Lussurgiu.
«Perchè no? E’ una possibilità da tenere in considerazione. Lì si corrono Palii spettacolari e potrei anche tentare un’avventura sull’isola.»

L’auspicio e l’augurio che facciamo a “Grandine”, ragazzo forse fin troppo timido, è quello di tornare al più presto nel grande giro. Potenzialità e tecnica non gli mancano. In carriera Sebastiano ha corso cinque volte a Siena, tre ad Asti e una volta a Legnano. Nel suo palmares il risultato più prestigioso però è certamente il trionfo ottenuto a Ferrara nel 2014 per San Paolo.

Massimo Elia

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