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Palio, intervista al fantino Andrea Mari
«Con Santa Caterina coronato un sogno»

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Articolo pubblicato il 17/02/2015 alle ore 15:56.
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Il vittorioso arrivo a nerbo alzato di Andrea Mari per Santa Caterina nel Palio dell'anno scorso
Andrea Mari è un campione vero. Campione di costanza e di tenacia, poichè pochissimi altri fantini sarebbero riusciti a riemergere e a tornare protagonisti se si fossero trovati ad affrontare una situazione tanto complicata quanto quella vissuta dalla monta di Sovicille dopo il Palio senese del luglio 2013. La terribile caduta, le fratture, il lungo stop... Poi le cure, la rieducazione, il rientro sotto la Torre del Mangia esattamente un anno dopo, ancora su Indianos. Non più per la Lupa però, ma per la Pantera.

Un Palio in chiaroscuro, difficile da decifrare, dal quale però Andrea ricavò le sensazioni giuste e la fiducia nei propri mezzi per disputare una corsa memorabile il successivo 16 agosto su Occolè, con indosso i colori della Civetta. Ricordi, tanti: a partire dalla parata alla Contrada rivale subito dopo la mossa, la rincorsa ragionata alle prime posizioni, mai affrettata, fino a completare l'impresa con il magistrale sorpasso all'Aquila (Carìa) prima del secondo Casato. Da quel 16 agosto al 21 settembre "Brio", questo il soprannome di Mari, ha zittito la concorrenza, preparando la salita ad Asti con il successo di Castel del Piano e chiudendo poi trionfalmente con le due superbe prestazioni (batteria e finale) in piazza Alfieri per il Rione Santa Caterina.

Ad Andrea abbiamo domandato quale tipo di preparazione stia svolgendo in vista della stagione 2015.
«Sto curando con grande attenzione la parte fisico-atletica del lavoro - dichiara "Brio" - che dovrà servirmi quale base per reggere al meglio le fatiche dell'annata. I pomeriggi sono dedicati alla fisioterapia, dove sono seguito da un gruppo di ragazzi molto preparati. Poco alla volta dovrò arrivare alla condizione ottimale e farmi trovare pronto per i primi appuntamenti di corse dell'anno.»
Sei reduce da un 2014 eccezionale, costellato da tutta una serie di risultati di primissimo piano. Ripeterti non sarà facile....
«Non mi sono fatto mancare nulla l'anno passato, ma la voglia di riprovarci è tanta. Ed è proprio per riuscire a centrare gli obiettivi più prestigiosi che sto lavorando duramente in questo periodo invernale. Sono sereno, tranquillo. Quello che è stato fa già parte della storia. Ora ho voltato pagina e cercherò di ripartire subito col piede giusto nel 2015.»

Hai già fissato la data del debutto?
«In linea di massima si. Se non vi saranno variazioni di date dovrei fare la mia prima apparizione a Pian delle Fornaci il 21 marzo, dove sono in programma corse sia dei "mezzi" che dei "puri". Lì dovrò essere al top della condizione fisica.»
Il tuo amico Michele Mazzeo ti attende ad Asti ad aprile per la prima delle due riunioni che lui annualmente organizza...
«Perchè no? Mi piacerebbe esserci, come nel "Memorial Gambino" 2014. Potrei eventualmente montare un purosangue che mi venisse messo a disposizione. Inoltre la richiesta di salire ad Asti non è escluso possa arrivarmi da Santa Caterina, sempre nell'ottica di provare nuovi soggetti da valutare in vista del Palio di settembre.»

Al momento qual è la tua situazione-ingaggi relativa ai Palii 2015? Le offerte non ti mancheranno...
«Certo che no. Tutti i Palii più importanti li abbiamo coperti. Non ho sbagliato ad usare il plurale, poichè da qualche tempo ho con me in scuderia Andrea Chessa, un ragazzo serio, gran lavoratore. Merita tanta fortuna e ha già dimostrato più volte in passato la sua bravura. In abbinata con lui riusciremo a coprire quasi tutti i Palii in calendario. L'unico possibile "buco" potrebbe riguardare Ferrara, poichè lo stesso giorno io correrò a Legnano e Andrea, al momento, non ha ancora ingaggio nella corsa in programma nella cittadina emiliana.»
Lavori molto in scuderia ma dedichi anche parecchio tempo alla tua azienda agricola...
«Si, è un'attività che ci prende molto. Con me ci sono anche il babbo e Andrea, detto "Il Nana"...Un lavoro gratificante ma assai dispendioso, abbiamo molto terreno dedicato a diverse coltivazioni e ci siamo dotati di svariati tipi di macchinari. In tempo di corse, quando io sono via, sono il babbo e "Il Nana" a fare anche la mia parte.»

Doveroso chiudere con Asti.... L'anno scorso hai compiuto un'impresa formidabile per Santa Caterina...
«La cavalla è stata eccezionale, io ho azzeccato un paio di partenze da cineteca che mi hanno permesso di fare corsa di testa. Sapevo che se fossi riuscito ad andare davanti per gli altri sarebbe stata dura. Con Nicoletta Sozio, che mi ha fortemente voluto, e con tutto il Comitato rossoceleste abbiamo coronato un sogno. E' stata una delle vittorie più entusiasmanti della mia carriera. E ora guardiamo avanti. Provarci di nuovo è lecito e tra le altre cose la cavalla sta benissimo. Arriverò ad Asti preparato a puntino come nel 2014».

E quest'anno avrai un avversario in più, oltretutto nella rivale...
«Un avversario in più? Uno dei più temibili. Massimo Coghe farà grandi cose alla Torretta. E' un professionista scrupoloso, che ad Asti ha già vinto cinque volte. Andrà tenuto d'occhio perchè la sua sarà sicuramente una corsa da protagonista...»
Anche se da quattro anni è fuori dal giro?
«Non c'entra nulla. Massimo si è sempre allenato, sa andare a cavallo come pochi. Sarà il Palio a guadagnarci per lo spettacolo che potrebbe venirne fuori».
So che glisserai, magari dirai che è prematuro parlarne, ma il discorso Siena per te come potrebbe svilupparsi?
«Glissare? Perchè? Per la Civettina (testuale, n.d.r.) ne ho già vinti un paio. E lei viene prima di tutto. Non sarà una ripartenza la mia, solo una continuazione.»

Massimo Elia

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