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Palio, il fantino Francesco Carìa:
«Spero ancora di montare ad Asti»

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Articolo pubblicato il 18/04/2015 alle ore 11:04.
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Francesco Carìa
Se il buongiorno si vede dal mattino, Francesco Carìa ha davanti a sè un grande 2015. I primi appuntamenti della stagione hanno portato alla ribalta il fantino (classe 1988) di San Gavino di Monreale, piccola località del Medio Campidano in Sardegna. Debutti convincenti i suoi, con vittorie a Fucecchio (su Rihajid) e a Monticiano (su Periclea).

“Tremendo”, questo il soprannome di Carìa, ha corso sette volte il Palio di Siena. La sua miglior prestazione sotto la Torre del Mangia è stata sicuramente quella dell’agosto 2014, quando, con indosso il giubbetto dell’Aquila, percorse due giri al comando su “Lo Specialista”, prima di arrendersi alla formidabile accoppiata della Civetta composta da Andrea Mari ed Occolè. Ad Asti la monta di San Gavino ha corso cinque volte. Esordì nel 2009 per il Comune di Montechiaro, senza riuscire a superare la batteria. Dopo una parentesi di un anno, “Tremendo” tornò al canapo in piazza Alfieri nel 2011, con i colori di Castell’Alfero, rendendosi protagonista di un’ottima corsa eliminatoria che gli valse l’accesso alla finale. Qui diede il meglio di sè, tagliando il traguardo in terza posizione.

Dal 2012 al 2014 Carìa ha gareggiato invece per il Comune di San Damiano, ottenendo quale miglior risultato del triennio in rossoblu il settimo posto nel 2013. Il risultato più prestigioso della sua carriera “Tremendo” lo ha conquistato nel 2011, quando trionfò al Palio di Ferrara per la Contrada San Giacomo. Nel suo “palmares” anche le vittorie di Castiglion Fiorentino (2009) ed Acquapendente (2012).
Allora Francesco, quest’anno hai deciso di fare le cose in grande...
«Non è il primo anno che parto con questo intento. Il mio impegno è sempre stato massimo, anche nelle passate stagioni. Il 2015 è però decollato nel migliore dei modi e ci sono tutti i presupposti per continuare sulla strada intrapresa. Perchè partire bene è importante, ma finire in gloria lo è ancora di più.»
E allora, procedendo a piccoli passi, vediamo i tuoi impegni a breve e a medio termine.
«Nell’immediato continuerò in provincia, correrò a Fucecchio e a Monteroni e poi valuterò se presentarmi al via anche in altre riunioni. Fisicamente sto benissimo, ho svolto una preparazione molto accurata.»

A Fucecchio però non ci sarai per il Palio...
«Purtroppo no, devo finire di scontare la squalifica. Mi pesa non esserci.»
E quindi il tuo primo impegno di spicco sarà Ferrara...
«Sì, in Piazza Ariostea indosserò per il terzo anno consecutivo la casacca di San Giovanni. Nonostante le due edizioni precedenti non abbiano prodotto i risultati attesi la Contrada mi ha rinnovato la fiducia ed io intendo premiare questa loro decisione disputando un Palio di primo piano. E stata per me una gratificazione significativa. Mi presenterò con una cavalla che a parer mio possiede tutte le credenziali per centrare un risultato di prestigio.»
Da Ferrara, che si correrà il 31 maggio in contemporanea con Legnano, al Palio di Provenzano (2 luglio) il passo sarà breve...
«Certo, soltanto un mese e poi si correrà la prima carriera senese del 2015. Anticipo la tua domanda e ti dico che, facendo tutti gli scongiuri del caso, a Siena sono messo bene riguardo a possibili ingaggi. Le dinamiche che andranno a svilupparsi dovrebbero, uso il condizionale per scaramanzia, consentirmi di trovare una sistemazione di un certo rilievo.»

Carìa non si sbilancia oltre ma, è opinione di chi scrive, ad immediato ridosso dei tre-quattro fantini più considerati in ambito senese, ora c’è proprio lui. Quotazioni in grande ascesa per il ventisettenne di San Gavino, in virtù di una credibilità acquisita nel tempo e soprattutto in occasione dell’ultima carriera disputata in Piazza del Campo col giubbetto dell’Aquila.

Provenzano 2015 rappresenterà per te un esame di maturità molto importante.
«Mi farò trovare pronto, spero che la buona sorte guardi dalla mia parte e che mi capiti un soggetto interessante.»
Quanti esemplari hai in scuderia?
«Diversi mezzosangue che porterò alle prove di selezione sia a Fucecchio che a Siena ed un paio di purosangue sui quali nutro grandi speranze: una cavalla di quattro anni ed un maschio. Al lavoro con me in scuderia c’è un ragazzo sardo di 17 anni, Marco Biti, di Oliena. Insieme a lui ci diamo dentro per arrivare con i cavalli al top nei momenti più significativi della stagione.»
“Tremendo” non lo dice, ma lo fa intendere: se gli venisse offerta l’opportunità di portare ad Asti la cavalla appena menzionata sicuramente la sua non sarebbe la classica “girata”..

Parliamo di Asti, partendo dall’anno passato. Eri al tuo terzo anno a San Damiano. Che cosa non ha funzionato?
«Pensavo che la cavalla potesse garantire un rendimento maggiore e l’ho portata al canapo perché nutrivo fiducia. In corsa invece ho avuto più d’un problema. Ma non mi va di entrare nei dettagli. Ci può stare talvolta che le cose non vadano come vorremmo.»
San Damiano ha fatto altre scelte e tu per il Palio di Asti 2015 non hai ingaggio...
«Si, credo che il Comitato rossoblu abbia fatto valutazioni di un certo tipo optando per un’altra monta. Non ho però perduto le speranze di correre ad Asti. Un Palio tecnico, che mi piace molto. So che alcuni Comuni sono ancora alla ricerca di un fantino ed io ho una gran voglia di dimostrare che quella dell’anno passato è stata soltanto una parentesi sfortunata».

Più chiaro di così... Domandiamo a Francesco se sarà presente nelle prossime riunioni allo stadio nella nostra città...
«Non ho ancora programmato nulla riguardo ad Asti, ma non escludo di essere al canapo se non a maggio almeno nella riunione di luglio...
Per concludere: dopo Ferrara e Siena, qualora non dovesse andare a buon fine la possibilità Asti, in quali altri Palii ti vedremo protagonista?
«Al momento l’unica certezza è che correrò a Feltre, dove ho già ingaggio. Potrebbe però saltar fuori qualcos’altro... chissà.. Dipenderà molto da come si svilupperà la stagione e dai risultati che otterrò.»

Massimo Elia

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