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Palio, Farris: «Ho un purosangue di grande valore»

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Articolo pubblicato il 07/12/2016 alle ore 16:20.
Palio, Farris: «Ho un purosangue di grande valore» 3
Palio, Farris: «Ho un purosangue di grande valore»

Il mercato fantini in vista del Palio 2017 comincia lentamente a muoversi. Alcune situazioni sono da ritenersi consolidate, poiché diversi Comitati hanno già provveduto a confermare la monta ingaggiata per il 2016: Torretta, Valter Pusceddu; San Lazzaro, Giuseppe Zedde; Santa Maria Nuova, Martin Ballesteros; Cattedrale, Dino Pes; Tanaro, Sandro Gessa; Baldichieri, Simone Mereu; Moncalvo, Federico Arri; San Damiano, Antonio Siri; San Secondo, Enrico Bruschelli; Santa Caterina, Sebastiano Murtas e Canelli, Massimo Columbu. Undici su ventuno, più della metà dei partecipanti alla corsa, e siamo appena agli inizi di dicembre.

Alcune altre situazioni, sempre relative agli ingaggi, sono in fase di definizione e a breve dovrebbe arrivare l’ufficialità. Tra i fantini ancora in cerca di sistemazione vi è Andrea Farris, rimasto a piedi nell’ultimo Palio ma proprietario di un cavallo che a settembre ha suscitato grande apprezzamento da parte degli addetti ai lavori. Lo montava Gianluca Fais per il Borgo Don Bosco.

Ed è proprio Farris a rivivere i momenti salienti dello scorso Palio:

«Il cavallo - afferma - era in gran forma e la pista lo ha dimostrato. Gianluca (Fais, n.d.r.) ha superato la batteria senza penare più di tanto e in finale è risalito da dietro in maniera eccezionale. C’è stato il contatto all’ultimo cavallone con la Cattedrale, un rischio che andava preso a mio modo di vedere perchè erano venuti a crearsi i presupposti per conquistare la vittoria. Non credo di esagerare dicendo che il mio purosangue, dei nove finalisti, era quello che stava meglio.»

Lo riproporrai ad Asti?

«Certo che si. Me l’hanno cercato in molti e sicuramente sarà tra i protagonisti del prossimo Palio.»

Montato da chi?

«Dal sottoscritto. Nessuno conosce il cavallo meglio di me. Credo di poter ottenere da lui il massimo rendimento. Se mi verrà offerta questa possibilità non la getterò al vento. Stare giù l’anno scorso mi ha pesato molto. Ho desiderio di ripresentarmi ad Asti e di primeggiare. Dispongo del soggetto idoneo per poterlo fare. E’ fondamentale però che qualche Comitato mi dia la possibilità di farlo. Ad Asti sono già andato in finale, la pista mi piace.»

Quindi la tua speranza è che qualcuno si faccia avanti....

«Si, gestisco io il cavallo, personalmente. E vorrei essere io a portarlo al canapo. Se qualche dirigenza avrà fiducia in me poiché ha compreso appieno il valore del mio purosangue non deve fare altro che contattarmi. Nel 2016 l’ho portato ad Asti, allo stadio, e si è comportato bene, pur correndo in una batteria un po’ problematica. A Pian delle Fornaci si è sempre messo in evidenza. Personalmente ho fame di successi, e come già ebbi modo di dirti in una precedente intervista, io di questo mestiere ci campo e per farlo devo ottenere risultati. Per cui non vendo aria fritta.»

Per chiudere: oltre al purosangue di cui mi hai parlato finora, quali altri esemplari possiedi?

«Sono messo bene, sia a livello di “puri” che di “mezzi”. Con i tempi che corrono è bene cautelarsi in entrambe le direzioni. Un piccolo esempio: Qui Pro Quo, mezzosangue vittorioso a Castiglion Fiorentino è di mia proprietà.»

Le parole di Farris confermano appieno le ottime impressioni destate dal suo purosangue nel 2016 in Piazza Alfieri.

E nell’ambiente paliesco almeno un paio di dirigenze sembrano intenzionate a muoversi. I presupposti per arrivare all’obiettivo massimo ci sono. Eccome!

Massimo Elia

Tags: palio di asti,Andrea Farris,asti

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