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Palio, Fais: «Dispongo di un gran cavallo,
sintonia perfetta con Don Bosco»

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Articolo pubblicato il 03/08/2014 alle ore 07:00.
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Gianluca Fais con la casacca della Lupa in piazza del Campo durante una prova
Dopo la convincente prestazione dell'anno passato, culminata con il raggiungimento della finale poi terminata all'ottavo posto, Gianluca Fais, detto Vittorio, ritenterà l'avventura sulla pista di piazza Alfieri il prossimo 21 settembre, sempre indossando la casacca del Borgo Don Bosco. Il fantino nato a Siamanna, in provincia di Oristano, nel 1981 (proprio ieri, giovedì 31 luglio era il suo compleanno), nonostante la giovane età ha alle spalle una carriera di tutto rispetto, con sei presenze al Palio di Siena (cinque per la Contrada della Lupa e una per la Giraffa) e otto ad Asti. Da noi esordì nel 2000, correndo per Viatosto, chiamato a sostituire in finale l'infortunato Giuseppe Ortu. Disputò una corsa eccellente e chiuse al terzo posto. Iniziò nel 2005 invece la lunga parentesi con Castell'Alfero, Comune con cui corse per cinque volte consecutive ottenendo quale miglior risultato il quarto posto nel 2006. L'anno magico nella nostra città Fais lo visse però nel 2010, quando, ingaggiato dal Borgo Tanaro, conquistò il Drappo sul cavallo Chamtuck.

Nella circostanza il fantino sardo dimostrò di essere in possesso di doti tecniche non indifferenti e si lasciò alle spalle monte molto blasonate. Tanaro lo rimontò l'anno seguente, ma un infortunio il venerdì delle prove gli impedì di essere al canapo la domenica. Per la cronaca al suo posto venne chiamato in extremis Alberto Ricceri, che chiuse in seconda posizione. Nel 2012 Fais non corse ad Asti, rientrando l'anno passato fortemente voluto dal Comitato gialloblù presieduto da Maddalena Spessa. Una scelta quella del Borgo Don Bosco che Gianluca ripagò adeguatamente, nonostante un problema al purosangue scelto per la corsa lo abbia costretto a disputare il Palio con il cavallo di riserva.
A Gianluca Fais abbiamo domandato con quale spirito e quali ambizioni si avvicini al Palio del prossimo settembre...
«Spirito battagliero e tanta voglia di far bene - esordisce - mi sto preparando al meglio in Sardegna dove risiedo e ho la mia scuderia. Dispongo di alcuni buoni purosangue e mi presenterò ad Asti competitivo. Il desiderio, inutile dirlo, è quello di vincere».

Hai in scuderia un cavallo che l'anno passato ha fatto molto bene in piazza Alfieri...
«Si, si tratta di un purosangue che nel 2013 si è messo in evidenza e che mi rubò gli occhi, al punto che decisi di acquistarlo e portarlo a casa. Sono contentissimo della scelta fatta, poiché nella stagione in corso ha già vinto due Palii disputati nella mia regione. E' lui il prescelto per Asti. Per il Palio porterò anche un secondo cavallo quale possibile alternativa».
Il tuo trasferimento in Sardegna, armi e bagagli, è definitivo? Non ti chiudi così la possibilità di poter un giorno tornare a calpestare il tufo senese?
«Sto bene nella mia terra, non mi manca nulla. Ci sono appuntamenti di corse molto frequenti da maggio ad ottobre. Potrei tornare a prendere in considerazione un trasferimento in Toscana soltanto se ricevessi precise garanzie da parte di una Contrada di montare al Palio».
Quindi quest'anno hai partecipato unicamente a corse sull'isola...
«Quasi esclusivamente. Due eccezioni: il Palio di Buti, primo della stagione, e quella del prossimo settembre ad Asti»

Parliamo del Borgo Don Bosco...
«Della mia dirigenza e della gente gialloblù posso soltanto parlare bene. C'è perfetta sintonia con loro. Io lavoro in Sardegna e questo poteva essere un problema perchè non avevo la possibilità di mostrare loro il lavoro e i progressi compiuti dal cavallo. Ma sono stati disponibilissimi ed hanno affrontato il viaggio in Sardegna per ben due volte, per vedere il cavallo correre. E vincere».
Quali sono i purosangue che ritieni maggiormente competitivi per settembre?
«Innanzitutto i cavalli di Giuseppe Zedde, un paio dei quali davvero formidabili. Soprattutto quello che ha vinto l'anno passato ad Asti e nel 2014 a Legnano. Ma non trascurerei neppure l'accoppiata di San Secondo: Dino Pes e L'Inglese daranno fastidio a molti. Il cavallo l'anno scorso non è andato in finale ma resta uno dei più temibili della piazza».
Anche Pusceddu non è messo male quanto a purosangue...
«Valter è uno che ha sempre avuto in scuderia buoni soggetti e anche nel prossimo Palio sarà in prima linea. Poi se non sbaglio proprio domenica ha vinto ad Asti...»

Non sbagli assolutamente e visto quanto hai dichiarato finora mi sa che non ti vedremo da noi nella riunione di agosto organizzata dal Collegio dei Rettori...
«No, non ci sarò. Il viaggio è lungo e costoso. Preferisco continuare la preparazione dei miei purosangue nella mia terra, ben sapendo di godere della totale fiducia del Rettore Maddalena Spessa e di tutto il Comitato».
Allora appuntamento al Palio...
«Certamente. Arriverò il lunedì o il martedì, dobbiamo ancora definire la trasferta nei particolari. Asti è un Palio che mi piace, la pista non è facile ma mi ci trovo bene. Ho un ottimo cavallo... Spero in un pizzico di buona sorte».
Stessa speranza dei borghigiani gialloblù, che non assaporano l'impareggiabile gusto del successo dal 1996, anno in cui trionfò Bucefalo su Blue Baker. Sarebbe ora di riprovarci...

Massimo Elia

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