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Palio di Legnano: vince Legnarello tra mille dubbi, Sant'Ambrogio recrimina

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Articolo pubblicato il 04/06/2015 alle ore 11:02.
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Volano parole grosse tra Atzeni e Mari pochi metri dopo il traguardo
Ha vinto Legnarello, onore a Legnarello! Il giudice d'arrivo, delegato ad esaminare il fotofinish della finale del Palio di Legnano 2015, ha sancito la vittoria della Contrada giallorossa che ha così interrotto un digiuno che durava da 24 anni (ultima vittoria nel 1991, Tonino Cossu su Pytheos). Giovanni Atzeni ha posto fine alla lunghissima attesa prevalendo (?) di strettissima misura su Sant'Ambrogio (fantino Andrea Mari), bissando il netto trionfo ottenuto nella serata di venerdì da Elias Mannucci nella "Provaccia".

Quello andato in scena domenica è stato un Palio di non elevato valore tecnico, basti dire che l'accoppiata vincente (Atzeni-Guerriero) ha impiegato a percorrere i cinque giri di pista ben cinque secondi in più (un'eternità) rispetto al tempo occorso nel 2014 a Giuseppe Zedde ad imporsi per Sant'Erasmo. Un dato assai indicativo. Atzeni ha in pratica dato la partenza alla finale di rincorsa, lanciandosi ad elastico dal muro di delimitazione posteriore della "mossa". Il purosangue di Legnarello però, nonostante gli sforzi e le sbracciate di Tittìa, non volava assolutamente, e la sensazione era che Mari (Sant'Ambrogio) potesse saltarlo in scioltezza aprendo appena un pochino il gas. Ma evidentemente talvolta le sensazioni ingannano. "Brio", schiena eretta sul suo purosangue, si attaccava a Tittìa per quattro giri e mezzo, limitandosi a sferrare una parvenza d'attacco al rivale solamente negli ultimi cento metri di pista. E qui succedeva il patatrac, perchè Atzeni vedeva arrivare Mari e chiedeva al suo cavallo un ultimo disperato sforzo. Ma il Guerriero era senza benzina e Sant'Ambrogio lo appaiava sul palo. Ciò che pareva scontato, vale a dire il successo di Legnarello, diventava autentico enigma. Volavano parole grosse tra i due fantini.

Il pubblico ammutolito restava in attesa. I sostenitori di Legnarello che si erano fiondati in pista risalivano in tribuna. Eh si, perchè l'impressione netta (ad occhio) era che Mari avesse vinto. Minuti interminabili, poi alle 20 e 58 arrivava il verdetto della giuria: primo Legnarello, secondo Sant'Ambrogio. Atzeni veniva portato in trionfo. A posteriori, nella giornata di ieri, lunedì, alcune immagini fotografiche fornite dagli spettatori posizionati all'altezza del traguardo e pubblicate su facebook, darebbero ragione alla Contrada gialloverde. Resta però da valutare se le fotografie siano state scattate perfettamente in linea con il palo d'arrivo, oppure da una prospettiva più avanzata rispetto allo stesso. Il giudice d'arrivo ha però visto vincere Legnarello. Agli organi di stampa non è stato fornito il fotofinish della corsa. Ricordiamo che alla finale, senza mai entrare in lotta per le prime due prime posizioni, hanno preso parte anche Sant'Erasmo (fantino Giuseppe Zedde) e San Domenico (Dino Pes).

Andando a ritroso e rivivendo le due batterie, nella prima vittoria con schiacciante superiorità di Sant'Erasmo, davanti a Sant'Ambrogio. Eliminate San Bernardino (Sanna) e San Magno (Farris). Nella seconda eliminatoria, disputata da soli tre cavalli in seguito all'esclusione decisa dalla commissione veterinaria del purosangue di San Martino (incomprensibile e ostruzionistico l'atteggiamente tenuto dal fantino biancoblu Bartoletti al canapo) vittoria di San Domenico davanti a Legnarello. Eliminata La Flora (Siri). A fine corsa il mossiere Renato Bircolotti ha ufficializzato l'abbandono dell'incarico: «Dopo 12 anni è venuto il momento di lasciare. Ringrazio Legnano, il Comune, le Contrade per la fiducia accordatami. Adesso, è giusto che mi dedichi ad altri impegni personali».

"Provaccia"
Dominio giallorosso
Nella serata di venerdì era stata la Contrada di Legnarello ad aggiudicarsi la "provaccia". Il sorteggio aveva indicato quali partecipanti alla prima batteria San Bernardino, San Magno, La Flora e Sant'Erasmo. Seconda eliminatoria con San Domenico, Legnarello, Sant'Ambrogio e San Martino.

Prima batteria: Bircolotti per tre volte annullava la partenza. Buona la quarta. Schizzava in testa La Flora con Mattia Chiavassa, davanti a Sant'Erasmo (Alex Chiti), San Magno (Donato Calvaccio) e San Bernardino (Alessandro Colombati). La prova scivolava via regolare: Chiavassa (La Flora) non mollava più il comando, tallonato da Chiti (Sant'Erasmo). Nell'ultima tornata Colombati (San Bernardino) sferrava un attacco a Chiti ma non riusciva a passarlo. Ordine d'arrivo: prima La Flora, secondo Sant'Erasmo, terzo San Bernardino e quarto San Magno.

Seconda batteria: dopo due partenze false Bircolotti bloccava le operazioni in pista, poichè il cavallo di Legnarello (fantino Mannucci) appare leggermente ferito. I veterinari effettuavano gli accertamenti ed il purosangue era in condizione di correre. Quando il canapo scendeva Legnarello prendeva il comando, seguito da Sant'Ambrogio (Pacini), San Martino (Ricceri) e San Domenico (Guglielmi). Nell'ultima tornata Ricceri superava Pacini guadagnando l'accesso alla finale. Legnarello vinceva la batteria con grande sicurezza.

Finale: dallo steccato San Martino, Sant'Erasmo, La Flora e Legnarello. Bircolotti abbassava quando mancavano dieci minuti alla mezzanotte. Legnarello (Mannucci) andava subito davanti, insidiato da La Flora (Chiavassa). Il fantino rossoblu sferrava due attacchi decisi, ma Mannucci all'interno reggeva bene. I cavalli tagliavano il traguardo in quest'ordine, con San Martino (Ricceri) terzo e Sant'Erasmo (Chiti) staccatissimo. Il commento di Paolo Cristiani, Capitano di Legnarello: «Vittoria meritata, Mannucci si è mostrato fantino dal futuro garantito. E' stato Atzeni a scegliere il cavallo, è un soggetto di sua proprietà.»

Massimo Elia

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