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Palio, Chessa: «Vincere ad Asti?
Sarebbe la ciliegina sulla torta»

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Articolo pubblicato il 16/07/2014 alle ore 11:43.
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Chessa in piazza del Campo a Siena col giubbetto del Leocorno
Si appresta a correre ad Asti per la terza volta, dopo il debutto del 2011 per Santa Maria Nuova e l'esperienza dell'anno passato col giubbetto di Viatosto. Stiamo parlando di Andrea Chessa, detto Nappa II, fantino che il Comitato Palio del Comune di Moncalvo ha ufficialmente presentato una decina di giorni fa durante una riuscita serata svoltasi alla cantina "Sette Colli". Andrea, nato ad Orosei in provincia di Nuoro nel 1983, oltre alla doppia esperienza astigiana vanta due presenze in Piazza del Campo a Siena: la prima ad agosto 2011, quando indossò la casacca della Chiocciola e corse con la cavalla Meremmana, la seconda nel luglio dell'anno seguente, allora ingaggiato dalla Contrada del Leocorno che gli mise a disposizione Magic Tiglio.

Chessa ricorda così le due presenze sotto la Torre del Mangia...
«Sia in occasione dell'esordio con la Chiocciola, sia nella successiva avventura con il Leocorno non ho avuto troppa fortuna. Con Meremmana non riuscii mai ad avvicinarmi alle posizioni di testa. L'anno seguente, quando montai Magic Tiglio, cavallo di proprietà di Massimo Coghe, le aspettative erano più elevate. Sulla carta il mezzosangue veniva considerato uno dei più quotati della piazza. Purtroppo il passaggio dalle parole ai fatti non è stato così automatico e quello che nelle previsioni della vigilia veniva considerato un soggetto di primissimo piano non tenne fede alle aspettative. Inoltre durante la "tratta" Magic Tiglio ebbe problemi, si ribaltò in occasione di una partenza e in seguito a questo episodio accusò qualche problema fisico. Insomma, mi trovai a montare un esemplare un tantino sopravalutato, che denunciò poi tutta la sua inesperienza. A tutto ciò va aggiunto un particolare non secondario, poiché non ebbi nella circostanza il necessario appoggio da parte della Contrada. Qualcuno, ora non è il caso di far nomi, anzichè lavare i panni sporchi in casa preferì andare a parlare in piazza e mi trovai ad affrontare difficoltà inattese. Con questo non intendo dire che io non commisi errori, siamo umani e tutti sbagliamo, io per primo. Però nella circostanza non mi sentii protetto dalla Contrada come attendevo».

Qual è ora la tua situazione a Siena? Hai qualche probabilità di rientrare nel giro e di montare ad agosto?
«Il mio impegno è massimo, sempre, qualunque sia la manifestazione a cui partecipo. La mia speranza, ovvio, è che qualche dirigenza mi ritenga all'altezza di montare e mi ridia la possibilità di farlo. Non so se questo potrà già succedere il mese prossimo o se dovrò attendere il 2015, ma confido di riavere una "chance". E certamente me la giocherò al meglio».

Tu hai vinto un po' dappertutto, hai un "palmares" ricco...
«Sì, in carriera mi sono già tolto delle belle soddisfazioni, imponendomi a Ferrara, Buti, Feltre e Castiglion Fiorentino. Mi manca però la ciliegina sulla torta e vorrei tanto riuscire ad ottenerla correndo un grande Palio ad Asti, un Palio che non mi ha mai detto bene....»

In piazza Alfieri hai corso due volte. Ricordi? Sensazioni?
«Nel 2011 debuttai per Santa Maria Nuova, sostituendo Bartoletti. Non partii bene e durante la batteria non mi riuscì di rimontare. La mia seconda esperienza risale invece al 2013, l'anno scorso, quando fui ingaggiato da Viatosto. Partii benino, ma durante il secondo giro presi una cavallata da dietro il mio purosangue in pratica si fermò. L'avventura fini lì. Anche ad Asti, finora, la dea bendata non mi è mai stata granché amica».

Nel 2013 hai vinto un po' dappertutto. Quest'anno un po' meno...
«Un po' meno? Quest'anno è ancora buio pesto, però...»

Però sta a significare che speri di invertire la tendenza negativa proprio ad Asti?
«Sarei un bugiardo se lo negassi. Voglio fare bene per la dirigenza moncalvese e per tutta la gente del posto che mi ha accolto in maniera eccezionale. Intendo ricompensare la fiducia che mi hanno accordato e ricambiare con i fatti tutte le attenzioni mostrate nei miei confronti. A Moncalvo mi sono sentito a casa mia: il Rettore Filippo Raimondo, i suoi vice e tutto il Direttivo hanno fatto tantissimo per il sottoscritto».

Ambizioni elevate allora?
«Certo che si. Nel mirino l'obiettivo massimo. Asti, mi ripeto, è un Palio che non mi è venuto ancora bene, è un tabù da sfatare. Ci proverò a settembre».

Hai cavalli tuoi o punterai su esemplari di altri proprietari?
«Strade diverse ma entrambe da tenere in considerazione. In scuderia ho purosangue di mia proprietà, ma ne proverò anche altri. Decideremo all'ultimo su quale puntare, di comune accordo con la dirigenza moncalvese».

Domenica sarai uno dei protagonisti a Bientina...
«Sì, vestirò il biancoverde della Contrada Quattro Strade. Ci proverò anche lì, darò tutto me stesso per ottenere un buon risultato».

La settimana successiva ad Asti ci saranno le corse allo stadio. In programma il secondo appuntamento organizzato dal Collegio dei Rettori. Ci sarai?
«Sì, certamente. Proverò una cavalla che ho da poco in scuderia un'altra di provenienza e proprietà legnanese».

Prove generali in vista del nostro Palio?
«Mah, non saprei. Difficile trovare un cavallo o una cavalla che faccia bene allo stadio, in un ovale dove il galoppo è continuo, e proporla in piazza Alfieri, un circuito triangolare dove spesso e volentieri si deve interrompere l'azione. Percorsi diversi, con caratteristiche particolari. Non è detto che un purosangue protagonista allo stadio faccia bene per forza al Palio».

Doveroso a Nappa II un grazie e il nostro "in bocca al lupo". E poi è pure astigiano d'adozione: lavora a Siena ma da noi ha la sua famiglia... Non lo spaventano i chilometri, Andrea è un pendolare su lunghissima distanza. E merita fortuna.

Massimo Elia

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