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Ospedale Valle Belbo, l’ex sindaco
di Nizza: «Si rispettino gli accordi»

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Articolo pubblicato il 15/10/2014 alle ore 12:00.
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L'assessore regionale alla sanità Antonio Saitta
Il circolo culturale Politeia, dopo le dichiarazioni dell'assessore regionale alla sanità Antonio Saitta, lancia un pubblico appello: quello di utilizzare, come riferimento per la scelta dei "contenuti" della nuova struttura, quanto scritto a suo tempo nell'accordo di programma tra Comune di Nizza, Asl e Regione Piemonte.

Tra i soci di Politeia ci sono Maurizio Carcione e Sergio Perazzo, rispettivamente sindaco e vicesindaco nel 2008, quando il documento fu firmato. «Saitta dice di voler parlare con i sindaci per decidere le necessità sanitarie del territorio -– dice Carcione -– Vorrei ricordare all'Assessore che i contenuti previsti per il presidio della Valle Belbo, inseriti nel documento sottoscritto a suo tempo, già arrivavano da numerosi tavoli di confronto».

Sull'accordo di programma è previsto un piano terra con un punto di primo intervento h 24, 3 sale operatorie per interventi di "day surgery"; al primo piano 80 posti letto di degenza e l'ipotesi di un secondo piano con altrettanti per fisiatria e riabilitazione. Commenta l'ex Sindaco: «Mi pare che la necessità di un punto di primo intervento h 24 resti valida, soprattutto in tempi di tagli al trasporto pubblico. In generale, sono contenuti pensati per essere complementari al Cardinal Massaia di Asti. Cosa si può ancora togliere?».

Secondo Perazzo, il problema è che l'accordo di programma, dopo la firma e il cambio di varie amministrazioni, sembrerebbe essere stato dimenticato: «Non chiediamo che il progetto rimanga identico ad allora, dopotutto il tempo è passato e già l'amministrazione Lovisolo ne rivide una parte nel 2010: alla scoperta della falda si dovette ripensare la struttura ridistribuendone i contenuti. Allora si usò uno strumento di concertazione tra i tre soggetti coinvolti. Perché oggi decide tutto la Regione, da sola?».

Qualche perplessità tra la popolazione aveva suscitato a suo tempo la scelta del terreno per la nuova struttura, ma l'ex sindaco Carcione rivendica la decisione: «Erano state fatte analisi risultava essere l'area migliore, con il vantaggio politico di trovarsi a metà strada tra Nizza e Canelli. La falda acquifera si alzò significativamente, a causa delle piogge importanti, tra il momento dello studio preliminare e l'inizio del cantiere, costringendo a riprogettare la struttura».

Politeia, circa 2 anni fa, raccolse 2500 firme per chiedere il rispetto dell'accordo di programma. E ora? «Non siamo nella posizione di impugnare il documento. Potrebbe farlo il Comune di Nizza».

Fulvio Gatti

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